Borghi

Bagnoregio: un viaggio nel tempo tra storia, cultura e paesaggi mozzafiato

Situata nel cuore dell’Italia centrale, Bagnoregio è una piccola gemma del Lazio che incanta i visitatori con la sua storia millenaria, i suoi paesaggi spettacolari e la sua atmosfera unica. La storia di Bagnoregio Le origini antiche e l’epoca etrusca Le origini di Bagnoregio risalgono a oltre 2500 anni fa, quando gli Etruschi fondarono il primo insediamento su questa collina di tufo. La posizione strategica permetteva agli abitanti di avere una vista panoramica sulla valle circostante, garantendo protezione dagli invasori. Gli Etruschi svilupparono una fiorente civiltà, costruendo strade, templi e necropoli. Di questo periodo restano ancora tracce nelle antiche tombe scavate nel tufo. La dominazione romana Con l’arrivo dei Romani Bagnoregio continuò a prosperare. La città divenne un importante centro commerciale grazie alla sua posizione sulla via che collegava Roma all’Umbria. Durante questo periodo, Bagnoregio fu arricchita da nuove costruzioni, tra cui acquedotti e ville. L’epoca medievale e il suo declino Durante il Medioevo Bagnoregio fu un importante centro religioso e commerciale. Fu in questo periodo che venne edificata la maestosa Chiesa di San Donato, ancora oggi visibile nella piazza principale di Civita di Bagnoregio. Tuttavia, a partire dal XIII secolo, il borgo iniziò a subire i primi cedimenti strutturali a causa dell’erosione del tufo, che portarono a un progressivo abbandono della città. Curiosità e leggende San Bonaventura e il miracolo della guarigione Una delle figure più celebri legate a Bagnoregio è San Bonaventura, noto teologo e filosofo del XIII secolo. Secondo la leggenda, Bonaventura nacque a Civita di Bagnoregio e fu gravemente malato da bambino. La sua guarigione miracolosa sarebbe avvenuta grazie all’intercessione di San Francesco d’Assisi, che avrebbe benedetto il piccolo Bonaventura con queste parole: “O buona ventura!”, dando così origine al suo nome. La leggenda della porta magica Un’altra affascinante leggenda riguarda la Porta Santa Maria, l’ingresso principale di Civita di Bagnoregio. Si narra che questa porta sia stata costruita con pietre provenienti da un antico tempio pagano e che contenga un’energia speciale. Si dice che chiunque passi sotto quest’arco con una mente pura e un cuore sincero, riceva protezione e buona fortuna. Il fantasma della dama bianca Bagnoregio è anche teatro di racconti di fantasmi. Una delle leggende più popolari è quella della dama bianca, il fantasma di una giovane donna che si dice vaghi per le strade di Civita nelle notti di luna piena. Secondo la tradizione, la dama bianca sarebbe lo spirito di una nobildonna che morì tragicamente d’amore e che continua a cercare il suo amato tra le antiche case di pietra. La città che muore L’erosione del tufo su cui sorge Bagnoregio ha portato alla progressiva distruzione di intere sezioni della città, che oggi rischia di scomparire completamente. Questo fenomeno ha valso a Bagnoregio il soprannome di La città che muore. Nonostante ciò, il borgo è riuscito a sopravvivere grazie alla tenacia delle persone che se ne prendono cura e all’interesse crescente dei turisti che ogni anno visitano questo luogo unico. La rinascita del XXI secolo Negli ultimi anni, Bagnoregio ha conosciuto una nuova vita grazie al turismo. La bellezza incontaminata del borgo e il fascino delle sue leggende attirano visitatori da tutto il mondo. Le iniziative per preservare e valorizzare il patrimonio storico e culturale di Bagnoregio hanno portato a un rinnovato interesse per questo angolo del Lazio, che continua a incantare e stupire chiunque lo visiti. Cosa vedere a Bagnoregio Una visita a Bagnoregio è un viaggio nel tempo, alla scoperta di angoli pittoreschi e di scorci mozzafiato. Ecco alcune delle principali attrazioni: Cosa fare a Bagnoregio Oltre a visitare le sue attrazioni storiche, Bagnoregio offre numerose attività per i visitatori: Cosa visitare a due passi da Bagnoregio Vicino Bagnoregio ci sono numerose località da visitare per gli amanti della storia e della natura, come ad esempio: Consigli sulla sicurezza e abbigliamento Per godere al meglio della vostra visita a Bagnoregio, ecco alcuni consigli utili:

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Assisi Sotterranea: un viaggio nel cuore nascosto della città

Oggi vi portiamo a scoprire un tesoro nascosto, un lato misterioso e affascinante di una delle città più belle d’Italia: Assisi. Ma prima… un tuffo nella storia Assisi non è solo la città di San Francesco, ma è anche un luogo con un sottosuolo ricco di storia e meraviglie archeologiche. La storia dell’Assisi sotterranea inizia con gli antichi Romani, che fondarono la città di Asisium nel I secolo a.C.. Camminando sotto le strade moderne, troverete le tracce di questo passato glorioso: resti di strade, edifici, terme e affreschi che raccontano storie di un’epoca lontana. Cosa vedere nell’Assisi sotterranea Al giorno d’oggi è possibile visitare alcune di queste perle sottorranee: Domus Romana di Properzio Situata sotto Santa Maria Maggiore, questa antica casa romana del I secolo d.C. è decorata con splendidi mosaici e affreschi. Le visite guidate vi porteranno attraverso ambienti ben conservati che vi faranno sentire come veri archeologi. Informazioni: Foro Romano e Museo Archeologico Sotto la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva si trova il vecchio Foro Romano, il cuore della vita pubblica nell’antica Asisium. Il museo ospita reperti che vanno dall’epoca romana fino al Medioevo, offrendo un viaggio nel tempo attraverso manufatti e resti architettonici. Informazioni: Sotterranei di San Rufino Al di sotto della Cattedrale di San Rufino è possibile visitare la Cripta di San Rufino e un bellissimo museo pieno di oggetti sacri e liturgici storici. Il museo si estende lungo tutta la cattedrale ed è affascinante trovare al di sotto anche un antico chiostro ora sepolto sotto la chiesa. Informazioni: Consigli per la Visita Assisi sotterranea è un’avventura imperdibile per chi ama la storia e l’archeologia. Questo viaggio nel passato vi lascerà a bocca aperta e vi farà apprezzare ancora di più la ricchezza culturale di questa città.

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calze appese sul caminetto

6 gennaio 2024: 10 idee per un’Epifania insolita

L’Epifania sta per regalarci un’opportunità perfetta per allontanarci dalla routine quotidiana e immergerci in avventure insolite. Nel cuore del centro Italia ci sono tesori nascosti e attività fuori dall’ordinario pronte ad accogliervi. Stanchi del solito pranzo? Preparatevi a scoprire cosa fare in questa giornata speciale! Trekking sui Monti Lepini: Lasciatevi avvolgere dalla natura incontaminata dei Monti Lepini. Con sentieri che si snodano tra boschi e panorami mozzafiato, il trekking diventa un modo emozionante per connettersi con la bellezza naturale della regione. Ricordate di portare con voi una termos con del buon tè caldo per riscaldarvi durante la camminata! Una giornata sugli sci a Campo Felice: Se siete amanti della neve, perché non approfittare delle piste di Campo Felice per una giornata di sci? Godetevi la sensazione di scivolare sulla neve fresca e prendetevi una pausa nelle accoglienti baite per un pranzo montano. Un’esperienza che lascerà ricordi indelebili. Visita ad un santuario Francescano: In questo periodo dell’Epifania, concediamoci un’esperienza unica e profonda: l’esplorazione dei suggestivi conventi francescani in occasione degli 800 anni dal primo presepe vivente di Greccio. Lontani dal caos quotidiano, questi luoghi offrono la possibilità di immergersi nella spiritualità e nella storia francescana. Escursione ai Laghi di Nemi e Albano: Se siete amanti delle passeggiate panoramiche, dirigetevi verso i suggestivi Laghi di Nemi e Albano. Camminate intorno ai laghi per godere di viste spettacolari e, se la temperatura lo consente, potreste persino organizzare un picnic con una selezione di prodotti locali. Visita alle Cascate di Isola del Liri: Fate una breve escursione fino alle Cascate di Isola del Liri, un paradiso nascosto nel cuore della natura. Il suono rinfrescante dell’acqua e l’atmosfera tranquilla creano il contesto perfetto per una giornata rilassante in compagnia dei vostri cari. Una passeggiata a Bevagna: Bevagna è un incantevole borgo medievale situato nella regione dell’Umbria, nel cuore dell’Italia. Rinomata per il suo fascino autentico, Bevagna accoglie i visitatori con le sue piazze lastricate, le case in pietra e le antiche chiese. Famosa per le sue tradizioni enogastronomiche e le rievocazioni storiche, la cittadina offre un viaggio nel tempo, permettendo ai visitatori di immergersi nella ricca storia e nell’atmosfera unica di questo gioiello umbro. Silenzio e riflessione all’Eremo delle Carceri di Assisi: L’Eremo delle Carceri, situato nei boschi verdeggianti delle colline sopra Assisi, è un luogo di profonda spiritualità e tranquillità. Fondato da San Francesco d’Assisi nel XIII secolo, questo eremo offre ai visitatori un’esperienza mistica, permettendo loro di immergersi nella natura serena e di esplorare le piccole cappelle e le grotte dove il Santo trascorreva momenti di preghiera contemplativa. La vista panoramica sulla valle sottostante aggiunge un tocco magico a questo luogo sacro, rendendolo una tappa imperdibile per chi cerca pace e riflessione. Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato all’Eremo delle Carceri di Assisi, dove troverai tutte le informazioni e cosa ti aspetta: Eremo delle Carceri di Assisi: una passeggiata tra natura e spiritualità Trekking sulla neve al Monte Terminillo: Il Terminillo, noto come la “Montagna di Roma”, offre un’esperienza emozionante per gli amanti del trekking sulla neve. Con i suoi sentieri innevati e panorami mozzafiato, il Terminillo si trasforma in un paradiso invernale. Intraprendere un trekking attraverso questo scenario spettacolare regala la sensazione di essere immersi nella tranquillità della natura invernale, regalando un’esperienza unica di avventura e bellezza paesaggistica. Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato al Monte Termillo: Monte Terminillo una montagna da vivere tutto l’anno Un tuffo nella storia a Civita di Bagnoregio: Civita di Bagnoregio, conosciuta come “la città che muore”, è un gioiello incastonato tra le colline della Tuscia. La sua bellezza unica è evidente nella sua posizione isolata e nell’architettura medievale, con stradine in pietra e case affacciate su profonde gole. La vista mozzafiato e l’atmosfera di questo borgo, accessibile solo a piedi, lo rendono un luogo incantevole da visitare, offrendo un’esperienza unica nel suo genere nel cuore della campagna laziale. Una passeggiate alle Cascate delle Marmore: Le Cascate delle Marmore, situate nella verde regione dell’Umbria ma facilmente raggiungibili dal Lazio, offrono uno spettacolo naturale mozzafiato. Con un’altezza di 165 metri, sono tra le cascate più alte d’Europa. La loro bellezza e la possibilità di regolare il flusso d’acqua rendono questo luogo straordinario. Visitare le Cascate delle Marmore significa immergersi in una meraviglia naturale, godendo di panorami pittoreschi e di una sensazione avvolgente di pace e serenità.

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gubbio

Gubbio: una gemma storica immersa nella magia natalizia

Situata nella pittoresca regione dell’Umbria, Gubbio è una città che incanta i visitatori con la sua storia millenaria, le sue tradizioni radicate e la bellezza intramontabile. In particolare, il mese di dicembre trasforma questa città medievale in un luogo magico, con eventi natalizi e un’atmosfera unica. In questo articolo, esploreremo cosa vedere a Gubbio, la sua storia affascinante, gli eventi natalizi imperdibili e come prepararsi per godere appieno della città invernale. Una città pregna di storia Gubbio vanta una storia che affonda le radici nell’antichità romana, visibile dai resti del teatro che si trova ai piedi del borgo. Ma la sua vera bellezza è data dalla sua particolare capacità di mantenere la sua atmosfera medievale intatta nel corso dei secoli. Le strette vie acciottolate, le piazze storiche e le imponenti mura medievali narrano storie di conquiste, artisti rinomati e personaggi illustri. Uno dei siti più iconici è la Basilica di Sant’Ubaldo, situata in cima al Monte Ingino, che offre una vista panoramica straordinaria sulla città e oltre. Cosa Vedere a Gubbio: …ti senti un po’…folle? A Gubbio puoi ottenere la Patente di matto, eh già, se si corre tre volte intorno alla Fontana del Bargello, detta “dei Matti” si può ricevere la patente che attesterà la vostra “pazzia”. Divertente, no? Un giro sulla cestovia Dal borgo di Gubbio si può raggiungere la Basilica di Sant’Ubaldo in circa 5 minuti salendo su dei piccoli “cesti” di metallo che portano fin sopra al Monte Ingino. La Corsa dei Ceri di Gubbio Una delle tradizioni più famose di Gubbio è do certo la Corsa dei Ceri, si tratta di una festa spettacolare che si tiene ogni 15 maggio in onore dei santi patroni della città: Sant’Ubaldo, San Giorgio e San Antonio. La corsa coinvolge tutta la comunità in una manifestazione di spirito religioso e festoso. La festa inizia con una solenne processione che parte dalla Basilica di Sant’Ubaldo e prosegue attraverso le strade di Gubbio. Ogni cero è accompagnato da una folla di ceraioli vestiti con colorati costumi medievali e guidati da un “Capodieci,” che è responsabile dell’organizzazione del gruppo. La corsa coinvolge tre enormi ceri di legno, ognuno dedicato a uno dei santi patroni. Questi ceri, alti più di 5 metri ciascuno e pesanti circa 400 kg, sono portati in processione attraverso le strade della città da gruppi di portatori noti come “ceraioli.” I ceri sono finemente decorati e rappresentano uno degli aspetti più impressionanti della festa. Il momento clou della festa è la corsa dei ceri, che si tiene nel pomeriggio. I ceraioli corrono con i loro ceri lungo le ripide strade di Gubbio fino a raggiungere la sommità del Monte Ingino, dove si trova la Basilica di Sant’Ubaldo. La corsa è impegnativa fisicamente e richiede grande coordinazione tra i partecipanti. Nonostante la natura devozionale della corsa, c’è anche una sottile competizione tra i tre gruppi di ceraioli, ognuno teso a raggiungere la vetta per primo. La competizione aggiunge un elemento di suspense e adrenalina all’evento, creando un coinvolgimento emozionante tra i partecipanti e gli spettatori. La Corsa dei Ceri è una celebrazione ricca di significato religioso e culturale per la comunità di Gubbio. Oltre alla devozione ai santi patroni, la festa rappresenta l’orgoglio e l’identità della città, che si radicano nelle tradizioni medievali e nell’unità della comunità. Partecipare o assistere alla Corsa dei Ceri a Gubbio è un’esperienza unica che offre uno sguardo profondo nella storia, nelle tradizioni e nello spirito vibrante di questa affascinante città umbra. Eventi Natalizi a Gubbio: L’albero di Natale più grande del mondo Dicembre a Gubbio è un periodo magico, grazie alle celebrazioni natalizie uniche che animano la città. A Gubbio, inoltre, è possibile vedere l’alnbero di Natale più grande del mondo! Realizzato sul Monte Ingino ed è alto più di 700 metri, uno spettacolo davvero particolare! Come Vestirsi a Dicembre Il clima a Gubbio a dicembre è freddo, quindi è consigliabile vestirsi a strati. Portare con sé un cappotto caldo, sciarpa e guanti è una buona idea, specialmente se si pianifica di esplorare la città la sera durante gli eventi natalizi. Come Arrivare da Roma Gubbio è facilmente accessibile da Roma in auto o in treno. In auto, il viaggio dura circa 3 ore seguendo l’autostrada A1 e poi la E45. Se si preferisce il treno, si può prendere un treno da Roma per Perugia e poi proseguire con un breve viaggio in autobus per raggiungere Gubbio. Gubbio è una destinazione straordinaria che incanta i visitatori con la sua storia, la sua architettura medievale e gli eventi natalizi unici.

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eremo delle carceri statue

Alla scoperta dell’Eremo delle Carceri di Assisi: una passeggiata tra natura e spiritualità

Cari amici avventurosi, Siete pronti per un weekend indimenticabile? Se la risposta è sì, vi propongo un viaggio nell’incantevole atmosfera dell’Eremo delle Carceri di Assisi, un luogo che unisce spiritualità e bellezza paesaggistica in un connubio unico. E che modo migliore di vivere questa esperienza se non nel magico mese di dicembre, quando l’aria si fa frizzante e le luci dell’Avvento accendono il cuore? Storia dell’Eremo delle Carceri: un ritiro spirituale tra le rocce Prima di iniziare la vostra avventura, permettetemi di condividere con voi un po’ di storia. L’Eremo delle Carceri, situato a pochi chilometri da Assisi, è un luogo intriso di spiritualità e storia, legato indissolubilmente alla figura di San Francesco d’Assisi. La sua fondazione risale al 1205, quando il Santo, in cerca di un rifugio solitario per dedicarsi alla preghiera e alla meditazione, scoprì questa porzione di bosco incastonata tra le colline dell’Umbria. La storia dell’Eremo inizia con la vita di San Francesco, nato intorno al 1181 ad Assisi. Cresciuto in una famiglia agiata, rinunciò gradualmente ai beni materiali e al lusso per abbracciare uno stile di vita ispirato all’evangelico ideale di povertà e umiltà. La sua conversione avvenne durante un pellegrinaggio a Roma, quando, di fronte alla chiesa di San Damiano, udì una voce divina che gli chiedeva di “riparare la sua casa in rovina”. Questo evento segnò l’inizio della sua missione di riforma e di dedizione alla vita ascetica. Il desiderio di San Francesco di trovare luoghi isolati e naturali per la sua contemplazione lo portò, nel 1205, a scoprire l’Eremo delle Carceri. Questa zona boscosa, caratterizzata da grotte e anfratti rocciosi, divenne il luogo ideale per ritirarsi in solitudine e cercare la comunione con la natura e con Dio. San Francesco e i suoi seguaci iniziarono a costruire piccole celle di legno e pietra per ospitare i frati che desideravano seguire il loro stile di vita ascetico. Uno degli episodi più celebri legati all’Eremo delle Carceri è la visione mistica di San Francesco. Si narra che mentre pregava nella notte di Natale del 1223, ricevette la grazia di vedere il Bambino Gesù in una mangiatoia. Questo evento contribuì a consolidare il legame spirituale tra San Francesco e il luogo, rendendo l’Eremo ancora più sacro per i frati francescani e i pellegrini. Nel corso dei secoli, l’Eremo delle Carceri ha subito diverse modifiche e ampliamenti, ma ha mantenuto intatta la sua essenza spirituale. Oggi, l’Eremo delle Carceri continua a essere un luogo di pellegrinaggio e riflessione, attirando persone da tutto il mondo che desiderano immergersi nella spiritualità e nella bellezza della natura. La sua storia è un riflesso della ricerca interiore e della semplicità che hanno caratterizzato la vita di San Francesco d’Assisi, il santo che ha trasformato un modesto eremo in un simbolo duraturo di pace e contemplazione. Cosa vedere: tesori nascosti tra gli alberi L’Eremo delle Carceri è un gioiello nascosto e non vedrete l’ora di scoprire ogni angolo di questo luogo magico. Tra le principali cose da vedere ci sono: Come arrivare: un viaggio alla ricerca della tranquillità Per raggiungere l’Eremo delle Carceri da Assisi, potete optare per una breve passeggiata di circa 3 chilometri lungo un sentiero panoramico, immersi nella natura. Se preferite una soluzione più comoda, potete prendere un autobus che parte regolarmente dalla stazione di Assisi. Una volta giunti, la sensazione di pace e tranquillità vi avvolgerà, garantendo un distacco completo dalla frenesia quotidiana. Se preferite salire in auto proprio davanti l’entrata dell’Eremo delle Carceri c’è un comodo parcheggio. Orari: L’Eremo delle Carceri è aperto tutti i giorni gratuitamente e liberamente: Visita il sito ufficiale per tutte le informazioni dettagliate: https://www.santuarioeremodellecarceri.org/ Consigli pratici per l’Eremo delle Carceri di Assisi: In conclusione, un weekend all’Eremo delle Carceri di Assisi a dicembre è un regalo che vi fate, un’occasione per riconnettersi con la natura e la spiritualità. Quindi, mettete da parte lo stress quotidiano e preparatevi a vivere un’esperienza che lascerà un segno indelebile nei vostri cuori. Buon viaggio, amici!

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Il cammino di San Jacopo in Toscana – di @dueincammino

Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Pisa, Livorno… No, non sto dimostrando di sapere quante province ci sono in Toscana, sono solo alcune delle città toccate dal cammino di San Jacopo, un itinerario da compiere a passo lento, a piedi o in bici di circa 173 km. 6 o 7 tappe,  che da Firenze portano a Livorno (il termine ultimo è al Santuario di Montenero, il testimonium però si ritira a Livorno) percorribile in entrambi i sensi perché la segnaletica è bidirezionale. Non potevamo tenerlo solo per noi e quindi abbiamo camminato assieme a una coppia di amici, toscani, ai quali ci siamo affidati per la tappe a Lucca e provincia. Qualche dato tecnico Partenza Firenze Arrivo Livorno, Santuario di Montenero Tappe 6/7 Lunghezza 173 km Dislivello positivo 2385 mt Dislivello negativo 2434 mt Una particolarità di questo cammino è che si può percorrere anche nei fine settimana in quanto ben collegato con i treni in pieno spirito “un giorno fuori porta”; una strategia questa perfetta per prendere confidenza con le lunghe distanze, alcune tappe raggiungono i 35 km, si possono spezzare nel caso andando ad aumentare il numero totale delle tappe. La segnaletica di questo cammino è ottima in entrambi i versi, le tracce gps sono  sempre consigliate, da preferire perché vengono aggiornate più facilmente rispetto alla guida cartacea. Per perdersi su questo cammino bisogna proprio mettercisi d’impegno oppure essere in ottima compagnia e saltare una svolta perché troppo presi a ridere e chiacchierare. Perché percorrerlo? Si visitano città d’arte ricche di storia e cultura, il cammino stesso è di origine spirituale essendo il raccordo con la Via Francigena. Era il percorso che i pellegrini  compivano per raggiungere Livorno ed imbarcarsi per la Spagna (direzione Santiago) o per Roma e la Terra Santa.Si cammina sulle colline toscane e si visitano piccoli borghi ricchi di storia, con possenti fortezze o suggestive chiese che normalmente sono escluse dal turismo mainstream.Quando mai vi potrà capitare di visitare in completa solitudine una rocca dell’anno 1000? A Ripafratta, sulla seconda tappa del Cammino, lo potrete fare e anche GRATIS! Perché NON percorrerlo? Presenza di asfalto,  si cammina in zone fortemente antropizzate, difficile entrare a Firenze, Lucca e le altre città d’arte percorrendo bucoliche mulattiere o sentieri alpini. Si potrebbero trovare le chiese chiuse, questo perché i tempi dei camminatori non sempre sono gli stessi dei parroci, in alcuni casi come la chiesa di san Jacopo in Acqua viva a Livorno l’apertura della cripta è resa possibile grazie al comitato “Il Gioiello Dimenticato” e bisogna chiamare qualche giorno prima per fissare la visita. Sconsigliato in estate per i molti tratti esposti al sole, e altrettanto poche sono le fontanelle sul percorso, valutare i tanti bar per rinfrescarsi. Cosa vedere? Il cammino presenta tanti punti di interesse, i due che ci sono garbati levando i classici torre di Pisa, Duomo di Firenze, mura di Lucca, sono: Rocca di Ripafratta Rocca di Ripafratta (Pisa) Rocca di Ripafratta (Pisa), una fortificazione medievale situata sul colle Vergario, che sovrasta il borgo, ora ridotta un po’ a rudere ma sempre molto d’effetto. Cripta di San Jacopo Cripta di San Jacopo in Acquaviva (Livorno) È il punto di arrivo del cammino.  Un piacere da visitare grazie ai volontari del comitato “Il gioiello dimenticato” che –se non avrete fretta di scappare a prendere il treno per tornare a casa- vi terranno una vera e  propria visita guidata. Diversi sono gli ambienti da visitare, così come le storie e gli aneddoti riferiti ai vari oggetti custoditi. Alla chiesa e quindi la cripta si arriva dopo una bella passeggiata sul lungomare di Livorno, con il passaggio sulla terrazza Mascagni dall’iconico pavimento a scacchi e il tempietto della musica che si affaccia sul mare. Qualche altra informazione utile L‘ospitalità sul cammino è mista: alcune strutture sono a donativo (che non vuole dire gratis) e altre commerciali, con lenzuola  e pasti inclusi. Il cammino, essendo giovane,  è in continua evoluzione e così lo sono le ospitalità che aumentano. Suggeriamo di consultare il sito ufficiale e il relativo gruppo  facebook, su cui è possibile avere risposte ai vostri dubbi (dove timbrare la credenziale nel tal paese, dove fermarsi a mangiare e così via). La prenotazione, poiché i posti sono limitati, è vivamente suggerita, si perderà un po’ lo spirito dell’avventura ma  almeno avrete un tetto dove dormire. Importante: disdire quando si cambia idea in modo da dare ad altri camminatori l’opportunità di subentrare. Credenziali del pellegrino Le credenziali si richiedono alla comunità toscana  “Il pellegrino” con una piccola offerta, e arrivano di solito in pochi giorni, meglio richiederle per tempo, onde evitare ritardi. In alternativa, sul sito ci sono i punti dove ritirarle fisicamente se siete in loco. Una volta procurata lungo il cammino sono diversi i punti dove timbrarla, in alcuni casi in autonomia come alla Proloco di Stignano (dove però potete entrare a far due chiacchiere, sono molto gentili). I nostri consigli Questo cammino è piuttosto semplice non ci sono dislivelli notevoli da compiere, solo tappe medio lunghe che in ogni caso si possono spezzare a seconda del vostro gusto e delle vostre capacità. Per quando ci riguarda siamo stati molto contenti di averlo percorso, iniziando però dalla fine, partendo quindi da Livorno (dove siamo anche tornati per ritirare la Compostela o attestato di fine cammino) e dirigendoci alla volta di Firenze. Camminando al contrario si incontrano più camminatori (che dovremo però salutare quasi subito, per proseguire), ci si scambiano dritte sul tratto che ciascuno ha appena percorso perché in definitiva la strada che per noi è appena passata per gli altri sarà futura e viceversa. Sono sentieri e strade piene di storie, di pellegrinaggi e speranze. Quello che per noi adesso è un percorso turistico un tempo era il viaggio della vita, si faceva testamento, correndo il rischio di non tornare più in patria. Le credenziali erano un vero e proprio lascia passare per arrivare in Terra Santa o a Roma e davano diritto a ricevere ricovero per un massimo di due giorni, tre in

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orvieto da lontano

Orvieto: una perla arroccata sul tufo

Un borgo arroccato sul tufo, una cattedrale spettacolare e un pozzo bizzarro… Stai cercando un posto dove passare una domenica senza stress, mangiare piatti tipici e godersi un po’ di storia? Orvieto è la città perfetta. Arroccata sul tufo, Orvieto è una cittadina umbra poco distante da Roma e da Viterbo, dove storia e arte si uniscono per dare vita ad un borgo unico da visitare vicolo per vicolo.  Cosa vedere ad Orvieto? Borgo Duomo di Orvieto  Orvieto sotterranea  Pozzo della Cava  Torre del Moro Fortezza di Albornoz Il pozzo di San Patrizio Il borgo di Orvieto Incastonato su una rocca di tufo, il borgo di Orvieto è il posto perfetto per un’affascinante passeggiata tra i vicoli dal carattere medievale. Il borgo raccoglie numerosi negozietti dove poter acquistare le famose ceramiche e locali dove poter gustare la cucina tipa orvietana ed umbra, piatti tipici a base di carne, salumi, legumi e tartufo. Un giro in funicolare Per arrivare al borgo di Orvieto si può optare per la funicolare che, con € 1,30, dalla stazione a valle in pochi minuti porta direttamente al borgo. Durante il tragitto si può ammirare il bellissimo panorama sulla vallata. Il Duomo di Orvieto (Cattedrale di Santa Maria Assunta) Il Duomo di Orvieto spicca sul borgo con la sua architettura gotica, fu edificato nel XIII secolo. La facciata della Cattedrale è una magnifica composizione di mosaici e bassorilievi, che insieme al rosone, rendono questa chiesa un’opera d’arte a cielo aperto. L’interno della Cattedrale è altrettanto magnifico, soprattutto la sua famosissima cappella: la Cappella del Corporale, che conserva il corporale che fu intriso di sangue durante il miracolo di Bolsena. Orvieto sotterranea e Pozzo della Cava Sapevi che al di sotto di Orvieto esiste un grande sistema di tunnel e grotte scavate nel tufo? Sotto Orvieto infatti è presente una seconda città scavata nella roccia forse dagli Etruschi o forse precedentemente dove sono presenti stanzette, cisterne e cunicoli, tuttora visitabili con l’accompagnamento di una guida esperta del luogo. Pozzo della Cava Famoso nel sottosuolo orvietano è il Pozzo della Cava e le strutture sotterranee che lo circondano: il pozzo, scavato originariamente dagli Etruschi e poi continuato da Papa Clemente VII, è profondo circa 36 metri, intorno ad esso un vasto numero di costruzioni sotterranee come pozzi, cisterne, tombe e resti di un’antica fornace rendono questo luogo unico nel suo genere. Torre del Moro la Torre del Moro, con i suoi 47 metri di altezza, spicca nel centro del borgo. La torre fa parte del Palazzo dei Sette che durante il medioevo fu anche proprietà del Papa. La torre è visitabile e da sopra si possono ammirare i paesaggi orvietani a 360 gradi. Fortezza di Albornoz Costruita intorno al XVI secolo per ordine del Cardinale Egidio Albornoz, da cui prende il nome, oggi accoglie un bellissimo parco dove è possibile fare una passeggiata e godersi un. po’ di tranquillità umbra.  Pozzo di San Patrizio A pochi metri dalla Fortezza di Albornoz si trova il famosissimo Pozzo di San Patrizio. Costruito intorno al XVI secolo per odine di Papa Clemente VII, ha una particolarità: per accedere al pozzo bisogna percorrere delle scale che girano tutte intorno al pozzo stesso a cui si affacciano con delle finestre ad arco.

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borgo di bolsena con veduta sul lago

Lago di Bolsena: tra natura e medioevo

Tra una passeggiata sul lungolago, una visita al castello e al borgo e un giro nella cattedrale, una giornata al Lago di Bolsena per rilassarsi e ricaricarsi. Sei nel Lazio e vuoi passare una giornata tranquilla all’insegna del relax e della cultura? Bolsena è il posto perfetto: al confine tra Umbria e Lazio a Bolsena trovi l’unione perfetta tra natura e storia, dove puoi goderti una giornata in tranquillità. Cosa vedere a Bolsena? Lago di Bolsena Isola Bisentina Isola Martana Borgo di Bolsena Castello di Bolsena (Rocca Monaldeschi della Cervara) Basilica di Santa Cristina Lago di Bolsena Il Lago di Bolsena è il lago più grande del Lazio. Di origine vulcanica, si trova nella provincia di Viterbo, al confine tra Lazio ed Umbria. Al suo interno si trovano anche due Isole: l’Isola Bisentina e l’Isola Martana. Il lago è circondato da spiaggette sabbiose e ghiaiose dove è possibile fermarsi per un pic-nic, sdraiarsi al sole a leggere un buon libro o per rilassarsi un po’. In estate si trovano anche delle spiagge attrezzate e gestite dove poter affittare sdraio, lettini ed ombrelloni. Sul lungo lago la pista ciclabile è perfetta per una passeggiata o un giro in bici. Numerosi sono i bar e i ristoranti che si trovano sul lungolago, dove poter prendere un aperitivo in compagnia, sorseggiare un caffè, gustare un gelato vista lago o fermarsi a pranzo con tutta la famiglia. Le isole Come ti ho accennato prima, nel Lago di Bolsena si trovano due isole: L’isola Bisentina Si trova nel comune di Capodimonte ed è la più grande. Sull’isola si trovano numerosi luoghi di interesse storico e culturale: Chiesa di San Giacomo e San Cristoforo, del XV secolo, la sua cappella fu realizzata dal Vignoli Sette chiesette francescane, costruite dai Frati Minori  La Malta dei Papi, un complesso scavato sotto il Monte Tabor, la parte più alta dell’isola, che fu usata già dai romani come cisterna per l’acqua e poi come carcere per gli ecclesiastici eretici L’isola Martana Si trova nel comune di Marta, da cui prende il nome, è una piccola isola di forma triangolare famosa per la storia di Santa Cristina: si narra che in quest’isola fu imprigionata e torturata e poi sepolta dopo la morte. Il borgo di Bolsena Il borgo dal carattere medievale è perfetto per fare una passeggiata tra i vicoli, pieni di locali e piccole botteghe. Dal borgo si arriva direttamente sul lungolago passando per una breve via ombreggiata. Il Castello di Bolsena Nel cuore del borgo di Bolsena si trova il Castello: la Rocca Monaldeschi della Cervara. Costruito intorno al XI secolo, poi più volte ristrutturata e modificata fino alla forma che vediamo oggi, con le sue quattro torri svetta sul borgo e sul lago e le bandiere che sventolano ti riportano indietro al medioevo. Il Castello si può visitare e attiguo si trova anche il Museo Territoriale del Lago di Bolsena. Per info sulle visite alla Rocca Monaldeschi e ad altri luoghi e musei di Bolsena visita il sito: https://www.simulabo.it/ La Basilica di Santa Cristina La Basilica di Santa Cristina è una delle chiese più famose del Lazio: fu proprio qui che nel 1263 avvenne un miracolo eucaristico. Durante una messa l’ostia cominciò a sanguinare, il sacerdote che stava celebrando, preso da una grande paura, avvolse l’ostia nel corporale e la portò in sagrestia. Ancora oggi si possono vedere le gocce cadute sul pavimento e sui gradini dell’altare dove avvenne il miracolo, mentre l’ostia oggetto del miracolo è conservata nel Duomo di Orvieto. La Basilica è dedicata a Santa Cristina, martire cristiana giovanissima di Bolsena che divenne famosa per la sua particolare storia: Si racconta che Cristina era la figlia di un generale dell’impero di Diocleziano, Urbano, si rifiutò di praticare i riti del paganesimo e iniziò a seguire il cristianesimo. Il padre, furioso per questa scelta di Santa Cristina, decise di ucciderla. La sottopose a numerose torture e supplizi, tentando di ucciderla in molti modi. Ogni volta, però, veniva salvata o curata dagli angeli in maniera miracolosa. Dopo questi eventi, il padre morì per la rabbia, ma altri tentarono di far morire Cristina: riuscirono solo dopo moltissimi tentativi e altrettanti miracoli. Nell’ omonima Basilica si trova anche una reliquia interessante: le impronte di Santa Cristina. Si raccolta che Cristina durante uno dei tentativi di uccisione da parte del padre, venne gettata nel lago con una grossa pietra legata al collo. Miracolosamente, degli angeli la salvarono e la pietra iniziò a galleggiare sull’acqua. Quando uscì dall’acqua la santa lasciò delle impronte sulla  pietra della spiaggia. Sulla pietra dove camminò  apparvero delle impronte e quelle stesse impronte sono conservate nella Basilica. All’interno della Basilica si trovano anche delle catacombe risalenti al III secolo. Le catacombe sono visitabili: per informazioni visita il sito della basilica https://www.basilicasantacristina.it/   Come arrivare a Bolsena? Per arrivare a Bolsena in auto: da Roma in un’ora e mezza circa puoi arrivare a Bolsena percorrendo l’A1 fino ad Orte, poi imboccando la Strada Statale 675 e poi la Strada Provinciale Acquarossa. Esci sulla Cassia Nord e percorrila fino a Bolsena da Viterbo, ci vorranno all’incirca 40 minuti: prendi la Strada Teverina, poi la Strada Provinciale 17 fino a Montefiascone. Prosegui sulla Strada Regionale 2 e continua sulla Via Cassia Nord fino a Bolsena Per arrivare in treno:   da Viterbo tratta Viterbo-Acquapendente da Viterbo Porta Fiorentina a Bolsena Piazza Marconi   Scopri il lazio Scopri tutti i nostri luoghi preferiti per un un giorno fuori porta nel Lazio. Zaino in spalla!

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paesaggio di rieti

Una passeggiata a Rieti: l’ombelico d’Italia

Sei nel Lazio e vuoi passare una giornata passeggiando in una bellissima città medievale? Rieti è la città perfetta per un giro turistico: chiamata Ombelico d?italia, Umbilicus Italiae, perché perfettamente al centro della nostra penisola, è una cittadina tranquilla ma vivace, dal sapore medievale ricca di storia, arte e cultura. Passeggiare a Rieti è un viaggio nella storia d’Italia: tra rovine romane, chiese splendide ed edifici medievali. Cosa vedere a Rieti? Ponte romano Fiume Velino  Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta) Palazzo Vescovile Ombelico d’Italia  Giardini del Vignola Rieti sotterranea  Mura Museo Civico Museo Diocesano Il Ponte romano e il fiume Velino Rieti è una città antichissima e la sua importanza è sempre stata molta per la sua posizione geografica.  Abitata già in epoca preromana, diventa un importante centro dell’Impero Romano.  I Romani a Rieti costruiscono molte infrastrutture, la maggior parte ormai sepolte (Rieti Sotterranea) o distrutte.  Un Ponte Romano però, seppur distrutto, è ancora presente: sopra di esso il nuovo ponte che attraversa il fiume Velino è un perfetto punto per osservare il fiume che scorre gelido e trasparente.  Le rovine del ponte romano ormai sono la casa di oche, cigni e germani che lì trovano riparo e rifugio. Fiume Velino Partendo dal ponte Romano si può passeggiare lungo le rive del fiume Velino che scorre tra la città. L’atmosfera incantata del fiume dalle acquee completamente trasparenti rende unico il paesaggio, sopratutto in primavera. Duomo di Rieti – Cattedrale di Santa Maria Assunta Dal Ponte Romano, attraversando Via Roma si arriva alla Piazza Vittorio Emanuele, svoltando a sinistra si attraversa Piazza Cesare Battisti e ci si ritrova davanti lo spettacolo del Duomo di Rieti. Il Duomo di Rieti è la Cattedrale di Santa Maria Assunta. La sua costruzione risale al VI secolo.  La Cattedrale è stata un importante centro strategico a partire dal medioevo e fu alloggio di molti Papi.  Accanto alla Cattedrale, infatti, sorge anche il Palazzo Vescovile – di cui ti parlerò tra poche righe – , che fu Palazzo Papale per diversi anni. All’interno della Cattedrale si possono ammirare strutture in stile barocco, cappelle impreziosite da affreschi, dipinti e statue. Da vedere la cripta: una struttura che ospita affreschi antichissimi. Palazzo Vescovile Sappiamo che Rieti è stata diverse volte nei secoli sede papale. Il Palazzo Vescovile, all’epoca Palazzo Papale appunto, è attiguo alla Cattedrale di Santa Maria Assunta. Si può visitare gratuitamente il suo portico dove spesso si trovano delle bellissime esposizioni, come quelle delle ricostruzioni in miniatura di santuari Francescani, delle scene della vita di San Francesco o dei presepi che si tiene durante il periodo natalizio. Ombelico d’Italia Rieti è chiamata Ombelico d’Italia, Umbilicus Italiae, per via della sua posizione centrale sulla nostra penisola. A Rieti c’è una piazza dedicata al centro d’Italia, Piazza San Rufo,  dove si può vedere la struttura circolare che indicia  il punto esatto dell’Ombelico d’Italia. Qui si trova anche la bellissima Chiesa di San Rufo, da visitare assolutamente. Giardini del Vignola Lungo la strada verso il Duomo si incontrano i Giardini del Vignola. Fanno parte di Palazzo Vicentini e si chiamano così proprio in onore dell’architetto che li ha progettati: Jacopo Barozzi da Vignola. I giardini sono di libero accesso e oltre al bellissimo effetto labirinto delle sue basse siepi si può godere di una bellissima vista sulla città di Rieti su cui i giardini si affacciano.  Rieti sotterranea Abbiamo parlato del passato romano di Rieti. Ma dove possiamo vederlo? Nella Rieti sotterranea: è composta dai resti del viadotto costruito dai romani per alzare il livello della Via Salaria ed evitare che le piene del fiume Velino la invadessero e permettere che Rieti fosse collegata alla città di Roma. Si può visitare prenotando visite guidate.  Mura In alcuni tratti intorno la città si possono ancora ammirare le antiche mura medievali dotate di accesso alla città tramite porte e archi e di smerlature tipiche di quel periodo storico. Museo Civico Dove si possono ammirare opere di ogni tipo, sculture, dipinti, arte sacra e molto altro. Visita il sito ufficiale per saperne di più: https://museo.comune.rieti.it/ Museo Diocesano Si trova all’interno del complesso del Duomo e del Palazzo Vescovile e al suo interno sono esposti oggetti di arte sacra e liturgici. Scopri il lazio Scopri tutti i nostri luoghi preferiti per un un giorno fuori porta nel Lazio. Zaino in spalla!

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Il piccolo borgo di Spello

Sicuramente ne avete già sentito parlare per la sua famosa infiorata, in questo articolo ti porto a Spello, un piccolo borgo umbro incastonato tra Assisi e Foligno. Spello è uno dei borghi più belli d’Italia e la sua storia parte da molto lontano. La storia La storia di Spello è molto antica, infatti, esisteva già all’epoca dei romani. All’entrata di Spello su un arco antico si legge infatti: Splendidissima Colonia Iulia. Questo nome le fu dato dall’imperatore Augusto in persona. Dopo varie vicissitudinim tra invasioni barbariche e cambi di guida la città perse molta dell’ importanza e della grandezza che acquistò. Oggi questo borgo è uno dei più belli d’Italia e proprio per la sua lunga storia vanta interessanti luoghi da visitare di diverse epoche storiche. Vediamoli insieme. Cosa Vedere a Spello Borgo Passeggiare per le vie del borgo di Spello è un’esperienza suggestiva: l’aria medievale che si respira nei vicoli stretti e caratteristici è unica. Tra le stradine del centro si può salire e scendere attraversando antiche torri di cinta e passare sotto archi antichissimi. Infiorata L’infiorata di Spello è famosissima e splendida, in occasione della festa del Corpus Domini si può assistere ad un evento speciale: tutta la città si riempie di fiori. Le strade vengono decorate con stupendi disegni realizzati con petali di fiori, vere e proprie opere d’arte che regalano alla città un’atmosfera incantata. Visita il sito ufficiale per scoprire di più su questo spettacolare evento: https://www.infiorataspello.it/ Le porte Le porte di Spello sono da ammirare una ad una: La Chiesa di Santa Maria Maggiore Chiamata anche Collegiata, con la sua cappella Baglioni è di sicuro un luogo da visitare per gli appassionati d’arte, al suo interno si possono ammirare opere del Pinturicchio. Il palazzo comunale Internamento ed esternamente ricchissimo di storia date le numerosissime ristrutturazioni ed ampliamenti che dalla sua costruzione, nel XIII secolo, si sono susseguiti fino ad oggi. Chiesa di Sant’Andrea Una chiesa ricchissima d’arte tra cui una pala del Pinturicchio. Quando visitare Spello? Certamente il periodo migliore è quello dell’inizio dell’estate soprattutto in corrispondenza del Corpus Domini durante questo periodo tutta la città è ricoperta di fiori, davvero spettacolare. Cosa mangiare a Spello? A Spello non mancano le locande e i ristoranti dove gustare una buona torta al testo, una specie di focaccia farcita con i migliori salumi e formaggi umbri, gli strangozzi, pasta tipica umbra, il tartufo umbro, gli gnocchi di patate e la carne di cinghiale. Come arrivare a Spello? Dista in auto da Roma solo un paio d’ore e solo un mezz’ora da Perugia. Si può optare sia per l’auto, ci sono infatti comode autostrade e strade statali per raggiungerlo, oppure, impiegando più o meno lo stesso tempo, per i mezzi pubblici: Hai già visitato Spello? Cosa ti è piaciuto di più di questo splendido borgo? 🙂 Cerchi una gita fuori porta? Scopri tutti i nostri luoghi preferiti per un un giorno fuori porta nel Lazio e in Umbria.

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