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Il cammino di San Jacopo in Toscana – di @dueincammino

Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Pisa, Livorno… No, non sto dimostrando di sapere quante province ci sono in Toscana, sono solo alcune delle città toccate dal cammino di San Jacopo, un itinerario da compiere a passo lento, a piedi o in bici di circa 173 km. 6 o 7 tappe,  che da Firenze portano a Livorno (il termine ultimo è al Santuario di Montenero, il testimonium però si ritira a Livorno) percorribile in entrambi i sensi perché la segnaletica è bidirezionale. Non potevamo tenerlo solo per noi e quindi abbiamo camminato assieme a una coppia di amici, toscani, ai quali ci siamo affidati per la tappe a Lucca e provincia. Qualche dato tecnico Partenza Firenze Arrivo Livorno, Santuario di Montenero Tappe 6/7 Lunghezza 173 km Dislivello positivo 2385 mt Dislivello negativo 2434 mt Una particolarità di questo cammino è che si può percorrere anche nei fine settimana in quanto ben collegato con i treni in pieno spirito “un giorno fuori porta”; una strategia questa perfetta per prendere confidenza con le lunghe distanze, alcune tappe raggiungono i 35 km, si possono spezzare nel caso andando ad aumentare il numero totale delle tappe. La segnaletica di questo cammino è ottima in entrambi i versi, le tracce gps sono  sempre consigliate, da preferire perché vengono aggiornate più facilmente rispetto alla guida cartacea. Per perdersi su questo cammino bisogna proprio mettercisi d’impegno oppure essere in ottima compagnia e saltare una svolta perché troppo presi a ridere e chiacchierare. Perché percorrerlo? Si visitano città d’arte ricche di storia e cultura, il cammino stesso è di origine spirituale essendo il raccordo con la Via Francigena. Era il percorso che i pellegrini  compivano per raggiungere Livorno ed imbarcarsi per la Spagna (direzione Santiago) o per Roma e la Terra Santa.Si cammina sulle colline toscane e si visitano piccoli borghi ricchi di storia, con possenti fortezze o suggestive chiese che normalmente sono escluse dal turismo mainstream.Quando mai vi potrà capitare di visitare in completa solitudine una rocca dell’anno 1000? A Ripafratta, sulla seconda tappa del Cammino, lo potrete fare e anche GRATIS! Perché NON percorrerlo? Presenza di asfalto,  si cammina in zone fortemente antropizzate, difficile entrare a Firenze, Lucca e le altre città d’arte percorrendo bucoliche mulattiere o sentieri alpini. Si potrebbero trovare le chiese chiuse, questo perché i tempi dei camminatori non sempre sono gli stessi dei parroci, in alcuni casi come la chiesa di san Jacopo in Acqua viva a Livorno l’apertura della cripta è resa possibile grazie al comitato “Il Gioiello Dimenticato” e bisogna chiamare qualche giorno prima per fissare la visita. Sconsigliato in estate per i molti tratti esposti al sole, e altrettanto poche sono le fontanelle sul percorso, valutare i tanti bar per rinfrescarsi. Cosa vedere? Il cammino presenta tanti punti di interesse, i due che ci sono garbati levando i classici torre di Pisa, Duomo di Firenze, mura di Lucca, sono: Rocca di Ripafratta Rocca di Ripafratta (Pisa) Rocca di Ripafratta (Pisa), una fortificazione medievale situata sul colle Vergario, che sovrasta il borgo, ora ridotta un po’ a rudere ma sempre molto d’effetto. Cripta di San Jacopo Cripta di San Jacopo in Acquaviva (Livorno) È il punto di arrivo del cammino.  Un piacere da visitare grazie ai volontari del comitato “Il gioiello dimenticato” che –se non avrete fretta di scappare a prendere il treno per tornare a casa- vi terranno una vera e  propria visita guidata. Diversi sono gli ambienti da visitare, così come le storie e gli aneddoti riferiti ai vari oggetti custoditi. Alla chiesa e quindi la cripta si arriva dopo una bella passeggiata sul lungomare di Livorno, con il passaggio sulla terrazza Mascagni dall’iconico pavimento a scacchi e il tempietto della musica che si affaccia sul mare. Qualche altra informazione utile L‘ospitalità sul cammino è mista: alcune strutture sono a donativo (che non vuole dire gratis) e altre commerciali, con lenzuola  e pasti inclusi. Il cammino, essendo giovane,  è in continua evoluzione e così lo sono le ospitalità che aumentano. Suggeriamo di consultare il sito ufficiale e il relativo gruppo  facebook, su cui è possibile avere risposte ai vostri dubbi (dove timbrare la credenziale nel tal paese, dove fermarsi a mangiare e così via). La prenotazione, poiché i posti sono limitati, è vivamente suggerita, si perderà un po’ lo spirito dell’avventura ma  almeno avrete un tetto dove dormire. Importante: disdire quando si cambia idea in modo da dare ad altri camminatori l’opportunità di subentrare. Credenziali del pellegrino Le credenziali si richiedono alla comunità toscana  “Il pellegrino” con una piccola offerta, e arrivano di solito in pochi giorni, meglio richiederle per tempo, onde evitare ritardi. In alternativa, sul sito ci sono i punti dove ritirarle fisicamente se siete in loco. Una volta procurata lungo il cammino sono diversi i punti dove timbrarla, in alcuni casi in autonomia come alla Proloco di Stignano (dove però potete entrare a far due chiacchiere, sono molto gentili). I nostri consigli Questo cammino è piuttosto semplice non ci sono dislivelli notevoli da compiere, solo tappe medio lunghe che in ogni caso si possono spezzare a seconda del vostro gusto e delle vostre capacità. Per quando ci riguarda siamo stati molto contenti di averlo percorso, iniziando però dalla fine, partendo quindi da Livorno (dove siamo anche tornati per ritirare la Compostela o attestato di fine cammino) e dirigendoci alla volta di Firenze. Camminando al contrario si incontrano più camminatori (che dovremo però salutare quasi subito, per proseguire), ci si scambiano dritte sul tratto che ciascuno ha appena percorso perché in definitiva la strada che per noi è appena passata per gli altri sarà futura e viceversa. Sono sentieri e strade piene di storie, di pellegrinaggi e speranze. Quello che per noi adesso è un percorso turistico un tempo era il viaggio della vita, si faceva testamento, correndo il rischio di non tornare più in patria. Le credenziali erano un vero e proprio lascia passare per arrivare in Terra Santa o a Roma e davano diritto a ricevere ricovero per un massimo di due giorni, tre in

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