Trekking

Scarpe da trekking: guida per Scegliere il Paio Giusto per Ogni Avventura

Il trekking è un’attività che combina il relax della natura con l’attività fisica e la scelta delle scarpe giuste può fare la differenza tra un’esperienza indimenticabile e una piena di disagi. In questo articolo, esploreremo i diversi tipi di scarpe da trekking, dai robusti scarponi ai sandali leggeri, analizzando materiali, suole e caratteristiche specifiche per aiutarvi a fare la scelta migliore in base alla stagione, al terreno e al livello di esperienza. Scarpe da trekking: tipologie Esistono tantissimi tipi di scarpe da trekking, per praticità possiamo dividerle in: 1. Scarponi da Montagna Gli scarponi da montagna sono la scelta ideale per le escursioni più impegnative e i terreni sdrucciolevoli o ripidi. Offrono un supporto robusto alla caviglia e una protezione superiore. I materiali migliori per uno scarpone da montagna sono: Quali caratteristiche devono avere delle buone scarpe da trekking da montagna? Per cosa sono consigliati gli scarponi da montagna? Sono perfetti per terreni rocciosi, alpinismo, trekking a lungo raggio, sia nelle stagioni calde che con il freddo. Plus: potreste optare per un paio di scarponi da montagna a cui possono agganciarsi i ramponi per le escursioni invernali sulla neve. Quanto costano dei buoni scarponi da montagna? I prezzi possono variare molto in base ai materiali e al marchio, in generale è difficile trovare un buon paio a meno di € 160,00 – 180,00. 2. Scarponcini da trekking Meno rigidi dei classici scarponi da montagna, questi scarponcini offrono un buon equilibrio tra supporto e flessibilità. Materiali: Caratteristiche: Consigliati per: Trekking di media difficoltà, escursioni giornaliere estive o primaverili. Quanto costano gli scarponcini da trekking? All’incirca € 80 – 150, ma si possono trovare buoni prodotti anche a € 50. 3. Scarpe da Trail Running Progettate per i trail runner, ma perfette anche per gli escursionisti che preferiscono velocità e leggerezza. Materiali: Caratteristiche: Consigliati per: trail running, escursioni veloci, terreni meno tecnici, escursioni facili. Un buon paio di scarpe da trail running si trovano tra una fascia di € 150 – 300. 4. Sandali da Trekking Ideali per le escursioni estive e i guadi dei fiumi, offrono comfort e traspirabilità. Sono perfetti da portare nello zaino e usare come cambio per i momenti di pausa, di bivacco o nei tratti meno difficili dei sentieri. Materiali: Caratteristiche: Sono perfetti per le escursioni estive, camminate su sentieri facili o guadi. Molto utili anche per chi intraprende un cammino con tratte molto lunghe come la Via Francigena, si possono sostituire agli scarponi quando fa più caldo e il terreno lo permette, per far riposare e respirare il piede dopo molti km di cammino. Generalmente i sandali da trekking sono abbastanza economici, si possono trovare buonissimi sandali anche a € 20 ed in generale non si arriva mai a un prezzo maggiore di € 90. Scarpe da trekking: caratteristiche tecniche Suola La suola è una delle componenti più importanti delle scarpe da trekking. Le suole Vibram sono considerate tra le migliori per l’aderenza e la durabilità. Tasselli profondi e ben spaziati migliorano l’aderenza su terreni fangosi e rocciosi. Tessuti I materiali della tomaia variano dalla pelle pieno fiore, nota per la sua durabilità e resistenza all’acqua, ai tessuti sintetici che offrono leggerezza e traspirabilità. Le combinazioni di materiali offrono un equilibrio tra protezione e comfort. Forma e supporto Le scarpe alte offrono un migliore supporto alla caviglia, mentre le scarpe basse e i sandali permettono maggiore libertà di movimento. La forma della scarpa deve adattarsi alla conformazione del piede per prevenire vesciche e disagi. Materiali impermeabili e antiscivolo Le membrane impermeabili come Gore-Tex garantiscono piedi asciutti in condizioni umide. Le suole antiscivolo con gomma ad alta trazione migliorano la sicurezza su terreni scivolosi. Consigli per la scelta delle scarpe da trekking Stagione Terreno Budget Il prezzo delle scarpe da escursionismo varia notevolmente. Investire in un paio di scarpe di buona qualità può prevenire infortuni e garantire maggiore comfort e durabilità.

Scarpe da trekking: guida per Scegliere il Paio Giusto per Ogni Avventura Leggi tutto »

Lago di Vico: una giornata tra relax, sport e natura

Situato nel cuore del Lazio, il Lago di Vico rappresenta una meta imperdibile per gli amanti della natura, del relax e delle attività all’aria aperta. Questo splendido lago vulcanico, incastonato tra le colline dei Monti Cimini, offre uno scenario incantevole e una vasta gamma di attività per tutti i gusti. Che siate appassionati di trekking, sport acquatici, o semplicemente alla ricerca di un angolo di tranquillità, il Lago di Vico ha qualcosa da offrire a tutti. La storia geologica del Lago di Vico Il Lago di Vico è un lago di origine vulcanica e si è formato circa 90.000 anni fa in seguito al collasso del vulcano Vicano. Questo fenomeno ha creato una caldera che si è poi riempita d’acqua, dando vita all’attuale lago. La forma circolare del lago e i monti che lo circondano, tra cui il Monte Fogliano e il Monte Venere, sono testimoni dell’origine vulcanica di questo splendido specchio d’acqua. Cosa vedere al Lago di Vico Una visita al Lago di Vico offre numerose opportunità per gli amanti della natura e dello sport: Cosa fare al Lago di Vico Le attività che si possono svolgere al Lago di Vico sono molteplici e adatte a tutti i gusti: Le specie che vivono nel Lago di Vico La biodiversità del Lago di Vico è sorprendente. Tra le specie animali che abitano la riserva naturale si trovano: Come arrivare al Lago di Vico da Roma Raggiungere il Lago di Vico da Roma è semplice e relativamente veloce: Consigli sulla sicurezza e abbigliamento Per godere appieno della vostra giornata al Lago di Vico, è importante seguire alcuni semplici consigli: Conclusioni Il Lago di Vico è una gemma nascosta del Lazio che offre una combinazione perfetta di relax, sport e natura. Che siate escursionisti esperti o semplici amanti della natura, troverete in questo luogo un’escursione memorabile. Non esitate a pianificare una giornata al Lago di Vico con tutta la famiglia e a scoprire le meraviglie che questo incantevole lago vulcanico ha da offrire.

Lago di Vico: una giornata tra relax, sport e natura Leggi tutto »

Esplorando le gole del Farfa: un tuffo nella natura incontaminata del Lazio

Nascoste tra le verdi colline del Lazio, le Gole del Farfa sono un gioiello naturale che attende solo di essere scoperto dagli amanti dell’avventura e della bellezza selvaggia. Situate nella Valle del Farfa, queste gole offrono paesaggi mozzafiato, sentieri escursionistici emozionanti e una ricca biodiversità che lascerà senza fiato chiunque decida di esplorarle. Le Gole del Farfa Le Gole del Farfa sono scavate dal fiume Farfa, che si snoda tra le colline della Sabina tra Mompeo e Castelnuovo di farfa fino a incontrare il fiume Tevere. Questa zona è caratterizzata da gole profonde e strette, scogliere rocciose e boschi lussureggianti, creando un ambiente selvaggio e suggestivo che rappresenta un’oasi di natura incontaminata nel cuore del Lazio. Cosa vedrai lungo i sentieri? I sentieri che costeggiano le Gole del Farfa ti porteranno a scoprire paesaggi incantati, cosa vedrai passeggiando tra i sentieri? Cosa fare alle Gole del Farfa? Le Gole del Farfa offrono una vasta gamma di attività per chiunque desideri esplorare questa regione. Gli appassionati di trekking troveranno una rete di sentieri ben segnalati che si snodano lungo le gole, offrendo viste spettacolari e l’opportunità di scoprire angoli nascosti di bellezza naturale. Per coloro che amano l’avventura sull’acqua, il fiume Farfa offre la possibilità di praticare il kayak o il rafting, permettendo ai visitatori di scoprire le gole da una prospettiva completamente nuova. Per farlo, se sei alle prime armi, dovrai affidarti ad una guida o istruttore che ti accompagni in questi sport, che possono essere pericolosi per i non esperti. Preferisci una passeggiata più tranquilla per rilassarti in mezzo alla natura? Ci sono numerosi punti panoramici lungo le gole che offrono viste mozzafiato e la possibilità di osservare la ricca fauna e flora della regione. Storia e cultura Le Gole del Farfa sono anche ricche di storia e cultura. Nelle vicinanze si trova l’Abbazia di Farfa, un’imponente struttura medievale che domina la valle. Fondata nell’VIII secolo, l’abbazia è un importante centro spirituale e culturale e merita sicuramente una visita durante l’esplorazione delle gole. Consigli pratici Le Gole del Farfa sono accessibili da diversi punti, puoi optare per l’entrata da Mompeo o da Castelnuovo di Farfa. Il sentiero, sebbeno non particolarmente difficile, può risultare faticoso per via della sua lunghezza e per la difficioltà legata alla scivolosità di alcuni punti. Inoltre, a rendere il sentiero più complicato da affrontare c’è il buio, data la scarsità di luce che c’è nella valle, e l’umidità del fiume, i quali rendono il sentiero poco piacevole in inverno. Se non ti senti preparato fisicamente o mentalmente e non sei accompagnato da qualcuno che conosce bene la zona non avventurarti: il rischio di perdersi è sempre dietro l’angolo! Inoltre, prima di intraprendere un’avventura nelle Gole del Farfa, è importante essere ben preparati: Non sai cosa mettere nello zaino per le tue avventure outdoor? Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato proprio a questo: Cosa portare nello zaino per un giorno fuori porta? Ricorda di rispettare sempre l’ambiente naturale e segue le regole del parco per garantire la conservazione di questo prezioso ecosistema. Le Gole del Farfa sono una destinazione imperdibile per chiunque desideri esplorare la bellezza e la diversità della natura del Lazio. Con paesaggi mozzafiato, attività emozionanti e una ricca storia culturale, queste gole offrono un’esperienza indimenticabile per tutti gli amanti della natura e dell’avventura. Per saperne di più visita il sito dei Parchi Lazio: https://www.parchilazio.it/goledelfarfa

Esplorando le gole del Farfa: un tuffo nella natura incontaminata del Lazio Leggi tutto »

Birdwatching nel Lazio: un’avventura tra piume e natura

Stanco della routine quotidiana? Vorresti immergerti in un mondo di ali vibranti, piume colorate e canti melodiosi? Il birdwatching potrebbe essere l’esperienza che state cercando. Cos’è il birdwatching? Il birdwatching va ben oltre l’osservazione passiva dell’avifauna. È un’attività che coinvolge tutti i sensi, dalla vista all’udito, portandovi a contatto con la bellezza selvaggia del mondo alato. Si tratta, più che di un semplice hobby, di uno stile di vita che stimola la curiosità, l’osservazione attenta e la consapevolezza ambientale. Ogni incontro con una specie diventa un’opportunità di apprendimento, contribuendo a costruire un legame più profondo con la natura. Attrezzature necessarie per il birdwatching Cosa bisogna portare con sé durante un’uscita di birdwatching? Consigli di sicurezza Come prepararsi Prima di uscire per una sessione di birdwatching puoi prepararsi informandoti sulle specie locali, così da non perdere nessun avvistamento e sapere cosa e dove cercare. Può essere d’aiuto, oltre che molto divertente, unirsi a gruppi locali e partecipare alle escursioni con esperti ti permetterà di imparare e condividere questo hobby con altri appassionati. Dove fare birdwatching nel Lazio? Il Lazio è ricco di luoghi perfetti per il birdwatching, questa regione, infatti, possiede tutti i tipi di paesaggio: dalla montagna, al mare, alla palude, al fiume, al lago, alla campagna… Qualche destinazione per il birdwatching nel Lazio e cosa è possibile avvistare: Questi sono solo pochissimi tra le numerose destinazioni naturali dove poter fare birdwatching nel Lazio, per scoprirle tutte visita il sito ufficiale di Parchi Lazio: https://www.parchilazio.it/ Periodi dell’anno per il birdwatching È un hobby da sperimentare tutto l’anno, ma è importante sapere che in ogni stagione si possono avvistare specie diverse in base ai periodi di nidificazione e migrazione. Spero che questo articolo ti abbia fatto venire voglia di rimboccarti le maniche, prendere il binocolo e prepararti a vivere un’esperienza che vi avvicinerà al cuore della bellezza selvaggia. Buon birdwatching!

Birdwatching nel Lazio: un’avventura tra piume e natura Leggi tutto »

calze appese sul caminetto

6 gennaio 2024: 10 idee per un’Epifania insolita

L’Epifania sta per regalarci un’opportunità perfetta per allontanarci dalla routine quotidiana e immergerci in avventure insolite. Nel cuore del centro Italia ci sono tesori nascosti e attività fuori dall’ordinario pronte ad accogliervi. Stanchi del solito pranzo? Preparatevi a scoprire cosa fare in questa giornata speciale! Trekking sui Monti Lepini: Lasciatevi avvolgere dalla natura incontaminata dei Monti Lepini. Con sentieri che si snodano tra boschi e panorami mozzafiato, il trekking diventa un modo emozionante per connettersi con la bellezza naturale della regione. Ricordate di portare con voi una termos con del buon tè caldo per riscaldarvi durante la camminata! Una giornata sugli sci a Campo Felice: Se siete amanti della neve, perché non approfittare delle piste di Campo Felice per una giornata di sci? Godetevi la sensazione di scivolare sulla neve fresca e prendetevi una pausa nelle accoglienti baite per un pranzo montano. Un’esperienza che lascerà ricordi indelebili. Visita ad un santuario Francescano: In questo periodo dell’Epifania, concediamoci un’esperienza unica e profonda: l’esplorazione dei suggestivi conventi francescani in occasione degli 800 anni dal primo presepe vivente di Greccio. Lontani dal caos quotidiano, questi luoghi offrono la possibilità di immergersi nella spiritualità e nella storia francescana. Escursione ai Laghi di Nemi e Albano: Se siete amanti delle passeggiate panoramiche, dirigetevi verso i suggestivi Laghi di Nemi e Albano. Camminate intorno ai laghi per godere di viste spettacolari e, se la temperatura lo consente, potreste persino organizzare un picnic con una selezione di prodotti locali. Visita alle Cascate di Isola del Liri: Fate una breve escursione fino alle Cascate di Isola del Liri, un paradiso nascosto nel cuore della natura. Il suono rinfrescante dell’acqua e l’atmosfera tranquilla creano il contesto perfetto per una giornata rilassante in compagnia dei vostri cari. Una passeggiata a Bevagna: Bevagna è un incantevole borgo medievale situato nella regione dell’Umbria, nel cuore dell’Italia. Rinomata per il suo fascino autentico, Bevagna accoglie i visitatori con le sue piazze lastricate, le case in pietra e le antiche chiese. Famosa per le sue tradizioni enogastronomiche e le rievocazioni storiche, la cittadina offre un viaggio nel tempo, permettendo ai visitatori di immergersi nella ricca storia e nell’atmosfera unica di questo gioiello umbro. Silenzio e riflessione all’Eremo delle Carceri di Assisi: L’Eremo delle Carceri, situato nei boschi verdeggianti delle colline sopra Assisi, è un luogo di profonda spiritualità e tranquillità. Fondato da San Francesco d’Assisi nel XIII secolo, questo eremo offre ai visitatori un’esperienza mistica, permettendo loro di immergersi nella natura serena e di esplorare le piccole cappelle e le grotte dove il Santo trascorreva momenti di preghiera contemplativa. La vista panoramica sulla valle sottostante aggiunge un tocco magico a questo luogo sacro, rendendolo una tappa imperdibile per chi cerca pace e riflessione. Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato all’Eremo delle Carceri di Assisi, dove troverai tutte le informazioni e cosa ti aspetta: Eremo delle Carceri di Assisi: una passeggiata tra natura e spiritualità Trekking sulla neve al Monte Terminillo: Il Terminillo, noto come la “Montagna di Roma”, offre un’esperienza emozionante per gli amanti del trekking sulla neve. Con i suoi sentieri innevati e panorami mozzafiato, il Terminillo si trasforma in un paradiso invernale. Intraprendere un trekking attraverso questo scenario spettacolare regala la sensazione di essere immersi nella tranquillità della natura invernale, regalando un’esperienza unica di avventura e bellezza paesaggistica. Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato al Monte Termillo: Monte Terminillo una montagna da vivere tutto l’anno Un tuffo nella storia a Civita di Bagnoregio: Civita di Bagnoregio, conosciuta come “la città che muore”, è un gioiello incastonato tra le colline della Tuscia. La sua bellezza unica è evidente nella sua posizione isolata e nell’architettura medievale, con stradine in pietra e case affacciate su profonde gole. La vista mozzafiato e l’atmosfera di questo borgo, accessibile solo a piedi, lo rendono un luogo incantevole da visitare, offrendo un’esperienza unica nel suo genere nel cuore della campagna laziale. Una passeggiate alle Cascate delle Marmore: Le Cascate delle Marmore, situate nella verde regione dell’Umbria ma facilmente raggiungibili dal Lazio, offrono uno spettacolo naturale mozzafiato. Con un’altezza di 165 metri, sono tra le cascate più alte d’Europa. La loro bellezza e la possibilità di regolare il flusso d’acqua rendono questo luogo straordinario. Visitare le Cascate delle Marmore significa immergersi in una meraviglia naturale, godendo di panorami pittoreschi e di una sensazione avvolgente di pace e serenità.

6 gennaio 2024: 10 idee per un’Epifania insolita Leggi tutto »

sentiero del terminilletto dalla vetta

Monte Terminilletto a Rieti: guida al trekking e consigli sull’abbigliamento

L’Italia è famosa per la sua ricca storia, la sua cultura e, naturalmente, per i suoi paesaggi mozzafiato. Tra le numerose destinazioni per gli amanti del trekking, il Monte Terminilletto, situato nella provincia di Rieti nel complesso dei Monti Reatini, offre un’esperienza unica, soprattutto durante i mesi invernali. Questa guida vi condurrà attraverso le meraviglie di questo gioiello montano e fornirà consigli preziosi su come godersi al meglio il trekking invernale. Sentiero per la vetta: Il Monte Terminilletto è alto 2104 metri e raggiungere la cima è abbastanza semplice: percorrendo il sentiero che parte da Piazzale di Campoforogna e camminando per un dislivello totale di circa 800 metri si può raggiunge la cima in circa 1 ora / 1 ora e mezza. Il livello di difficoltà è E: adatto a tutti purché in buon allenamento nella camminata in montagna. Il sentiero è segnato molto bene e non presenta particolari difficoltà né punti troppo esposti. In inverno è indispensabile però dotarsi di ramponi e bacchette da neve per salire perché i pendii innevati possono essere molto scivolosi e pericolosi. Inoltre, prima di salire verifica sempre le condizioni della neve: il pericolo valanghe è sempre dietro l’angolo. Abbigliamento adatto per il trekking Invernale: L’inverno porta con sé sfide uniche, ma con l’abbigliamento giusto, il trekking invernale può essere un’esperienza gratificante. Ecco alcuni consigli su come vestirsi adeguatamente: Attrezzatura essenziale: Consigli di sicurezza: Come arrivare al Monte Terminilletto da Rieti: Il Monte Terminilletto è facilmente accessibile da Rieti, una città situata nel cuore dell’Italia. Per raggiungere la zona di partenza dei sentieri, è possibile prendere un’auto o utilizzare i mezzi pubblici, come autobus o treni locali. Una delle opzioni più comuni è prendere un’autovettura lungo la SS4 (Salaria) in direzione di L’Aquila e svoltare poi sulla SP43 in direzione di Monte Terminillo. Da qui, seguire le indicazioni per la località sciistica di Terminillo. Il Monte Terminilletto durante l’inverno offre un’opportunità unica per esplorare la natura in un ambiente magico. Seguendo questi consigli e preparandosi adeguatamente, potrai goderti appieno la bellezza di questo gioiello montano e creare ricordi indimenticabili durante il trekking invernale.

Monte Terminilletto a Rieti: guida al trekking e consigli sull’abbigliamento Leggi tutto »

eremo delle carceri statue

Alla scoperta dell’Eremo delle Carceri di Assisi: una passeggiata tra natura e spiritualità

Cari amici avventurosi, Siete pronti per un weekend indimenticabile? Se la risposta è sì, vi propongo un viaggio nell’incantevole atmosfera dell’Eremo delle Carceri di Assisi, un luogo che unisce spiritualità e bellezza paesaggistica in un connubio unico. E che modo migliore di vivere questa esperienza se non nel magico mese di dicembre, quando l’aria si fa frizzante e le luci dell’Avvento accendono il cuore? Storia dell’Eremo delle Carceri: un ritiro spirituale tra le rocce Prima di iniziare la vostra avventura, permettetemi di condividere con voi un po’ di storia. L’Eremo delle Carceri, situato a pochi chilometri da Assisi, è un luogo intriso di spiritualità e storia, legato indissolubilmente alla figura di San Francesco d’Assisi. La sua fondazione risale al 1205, quando il Santo, in cerca di un rifugio solitario per dedicarsi alla preghiera e alla meditazione, scoprì questa porzione di bosco incastonata tra le colline dell’Umbria. La storia dell’Eremo inizia con la vita di San Francesco, nato intorno al 1181 ad Assisi. Cresciuto in una famiglia agiata, rinunciò gradualmente ai beni materiali e al lusso per abbracciare uno stile di vita ispirato all’evangelico ideale di povertà e umiltà. La sua conversione avvenne durante un pellegrinaggio a Roma, quando, di fronte alla chiesa di San Damiano, udì una voce divina che gli chiedeva di “riparare la sua casa in rovina”. Questo evento segnò l’inizio della sua missione di riforma e di dedizione alla vita ascetica. Il desiderio di San Francesco di trovare luoghi isolati e naturali per la sua contemplazione lo portò, nel 1205, a scoprire l’Eremo delle Carceri. Questa zona boscosa, caratterizzata da grotte e anfratti rocciosi, divenne il luogo ideale per ritirarsi in solitudine e cercare la comunione con la natura e con Dio. San Francesco e i suoi seguaci iniziarono a costruire piccole celle di legno e pietra per ospitare i frati che desideravano seguire il loro stile di vita ascetico. Uno degli episodi più celebri legati all’Eremo delle Carceri è la visione mistica di San Francesco. Si narra che mentre pregava nella notte di Natale del 1223, ricevette la grazia di vedere il Bambino Gesù in una mangiatoia. Questo evento contribuì a consolidare il legame spirituale tra San Francesco e il luogo, rendendo l’Eremo ancora più sacro per i frati francescani e i pellegrini. Nel corso dei secoli, l’Eremo delle Carceri ha subito diverse modifiche e ampliamenti, ma ha mantenuto intatta la sua essenza spirituale. Oggi, l’Eremo delle Carceri continua a essere un luogo di pellegrinaggio e riflessione, attirando persone da tutto il mondo che desiderano immergersi nella spiritualità e nella bellezza della natura. La sua storia è un riflesso della ricerca interiore e della semplicità che hanno caratterizzato la vita di San Francesco d’Assisi, il santo che ha trasformato un modesto eremo in un simbolo duraturo di pace e contemplazione. Cosa vedere: tesori nascosti tra gli alberi L’Eremo delle Carceri è un gioiello nascosto e non vedrete l’ora di scoprire ogni angolo di questo luogo magico. Tra le principali cose da vedere ci sono: Come arrivare: un viaggio alla ricerca della tranquillità Per raggiungere l’Eremo delle Carceri da Assisi, potete optare per una breve passeggiata di circa 3 chilometri lungo un sentiero panoramico, immersi nella natura. Se preferite una soluzione più comoda, potete prendere un autobus che parte regolarmente dalla stazione di Assisi. Una volta giunti, la sensazione di pace e tranquillità vi avvolgerà, garantendo un distacco completo dalla frenesia quotidiana. Se preferite salire in auto proprio davanti l’entrata dell’Eremo delle Carceri c’è un comodo parcheggio. Orari: L’Eremo delle Carceri è aperto tutti i giorni gratuitamente e liberamente: Visita il sito ufficiale per tutte le informazioni dettagliate: https://www.santuarioeremodellecarceri.org/ Consigli pratici per l’Eremo delle Carceri di Assisi: In conclusione, un weekend all’Eremo delle Carceri di Assisi a dicembre è un regalo che vi fate, un’occasione per riconnettersi con la natura e la spiritualità. Quindi, mettete da parte lo stress quotidiano e preparatevi a vivere un’esperienza che lascerà un segno indelebile nei vostri cuori. Buon viaggio, amici!

Alla scoperta dell’Eremo delle Carceri di Assisi: una passeggiata tra natura e spiritualità Leggi tutto »

Segnavia

Il cammino di San Jacopo in Toscana – di @dueincammino

Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Pisa, Livorno… No, non sto dimostrando di sapere quante province ci sono in Toscana, sono solo alcune delle città toccate dal cammino di San Jacopo, un itinerario da compiere a passo lento, a piedi o in bici di circa 173 km. 6 o 7 tappe,  che da Firenze portano a Livorno (il termine ultimo è al Santuario di Montenero, il testimonium però si ritira a Livorno) percorribile in entrambi i sensi perché la segnaletica è bidirezionale. Non potevamo tenerlo solo per noi e quindi abbiamo camminato assieme a una coppia di amici, toscani, ai quali ci siamo affidati per la tappe a Lucca e provincia. Qualche dato tecnico Partenza Firenze Arrivo Livorno, Santuario di Montenero Tappe 6/7 Lunghezza 173 km Dislivello positivo 2385 mt Dislivello negativo 2434 mt Una particolarità di questo cammino è che si può percorrere anche nei fine settimana in quanto ben collegato con i treni in pieno spirito “un giorno fuori porta”; una strategia questa perfetta per prendere confidenza con le lunghe distanze, alcune tappe raggiungono i 35 km, si possono spezzare nel caso andando ad aumentare il numero totale delle tappe. La segnaletica di questo cammino è ottima in entrambi i versi, le tracce gps sono  sempre consigliate, da preferire perché vengono aggiornate più facilmente rispetto alla guida cartacea. Per perdersi su questo cammino bisogna proprio mettercisi d’impegno oppure essere in ottima compagnia e saltare una svolta perché troppo presi a ridere e chiacchierare. Perché percorrerlo? Si visitano città d’arte ricche di storia e cultura, il cammino stesso è di origine spirituale essendo il raccordo con la Via Francigena. Era il percorso che i pellegrini  compivano per raggiungere Livorno ed imbarcarsi per la Spagna (direzione Santiago) o per Roma e la Terra Santa.Si cammina sulle colline toscane e si visitano piccoli borghi ricchi di storia, con possenti fortezze o suggestive chiese che normalmente sono escluse dal turismo mainstream.Quando mai vi potrà capitare di visitare in completa solitudine una rocca dell’anno 1000? A Ripafratta, sulla seconda tappa del Cammino, lo potrete fare e anche GRATIS! Perché NON percorrerlo? Presenza di asfalto,  si cammina in zone fortemente antropizzate, difficile entrare a Firenze, Lucca e le altre città d’arte percorrendo bucoliche mulattiere o sentieri alpini. Si potrebbero trovare le chiese chiuse, questo perché i tempi dei camminatori non sempre sono gli stessi dei parroci, in alcuni casi come la chiesa di san Jacopo in Acqua viva a Livorno l’apertura della cripta è resa possibile grazie al comitato “Il Gioiello Dimenticato” e bisogna chiamare qualche giorno prima per fissare la visita. Sconsigliato in estate per i molti tratti esposti al sole, e altrettanto poche sono le fontanelle sul percorso, valutare i tanti bar per rinfrescarsi. Cosa vedere? Il cammino presenta tanti punti di interesse, i due che ci sono garbati levando i classici torre di Pisa, Duomo di Firenze, mura di Lucca, sono: Rocca di Ripafratta Rocca di Ripafratta (Pisa) Rocca di Ripafratta (Pisa), una fortificazione medievale situata sul colle Vergario, che sovrasta il borgo, ora ridotta un po’ a rudere ma sempre molto d’effetto. Cripta di San Jacopo Cripta di San Jacopo in Acquaviva (Livorno) È il punto di arrivo del cammino.  Un piacere da visitare grazie ai volontari del comitato “Il gioiello dimenticato” che –se non avrete fretta di scappare a prendere il treno per tornare a casa- vi terranno una vera e  propria visita guidata. Diversi sono gli ambienti da visitare, così come le storie e gli aneddoti riferiti ai vari oggetti custoditi. Alla chiesa e quindi la cripta si arriva dopo una bella passeggiata sul lungomare di Livorno, con il passaggio sulla terrazza Mascagni dall’iconico pavimento a scacchi e il tempietto della musica che si affaccia sul mare. Qualche altra informazione utile L‘ospitalità sul cammino è mista: alcune strutture sono a donativo (che non vuole dire gratis) e altre commerciali, con lenzuola  e pasti inclusi. Il cammino, essendo giovane,  è in continua evoluzione e così lo sono le ospitalità che aumentano. Suggeriamo di consultare il sito ufficiale e il relativo gruppo  facebook, su cui è possibile avere risposte ai vostri dubbi (dove timbrare la credenziale nel tal paese, dove fermarsi a mangiare e così via). La prenotazione, poiché i posti sono limitati, è vivamente suggerita, si perderà un po’ lo spirito dell’avventura ma  almeno avrete un tetto dove dormire. Importante: disdire quando si cambia idea in modo da dare ad altri camminatori l’opportunità di subentrare. Credenziali del pellegrino Le credenziali si richiedono alla comunità toscana  “Il pellegrino” con una piccola offerta, e arrivano di solito in pochi giorni, meglio richiederle per tempo, onde evitare ritardi. In alternativa, sul sito ci sono i punti dove ritirarle fisicamente se siete in loco. Una volta procurata lungo il cammino sono diversi i punti dove timbrarla, in alcuni casi in autonomia come alla Proloco di Stignano (dove però potete entrare a far due chiacchiere, sono molto gentili). I nostri consigli Questo cammino è piuttosto semplice non ci sono dislivelli notevoli da compiere, solo tappe medio lunghe che in ogni caso si possono spezzare a seconda del vostro gusto e delle vostre capacità. Per quando ci riguarda siamo stati molto contenti di averlo percorso, iniziando però dalla fine, partendo quindi da Livorno (dove siamo anche tornati per ritirare la Compostela o attestato di fine cammino) e dirigendoci alla volta di Firenze. Camminando al contrario si incontrano più camminatori (che dovremo però salutare quasi subito, per proseguire), ci si scambiano dritte sul tratto che ciascuno ha appena percorso perché in definitiva la strada che per noi è appena passata per gli altri sarà futura e viceversa. Sono sentieri e strade piene di storie, di pellegrinaggi e speranze. Quello che per noi adesso è un percorso turistico un tempo era il viaggio della vita, si faceva testamento, correndo il rischio di non tornare più in patria. Le credenziali erano un vero e proprio lascia passare per arrivare in Terra Santa o a Roma e davano diritto a ricevere ricovero per un massimo di due giorni, tre in

Il cammino di San Jacopo in Toscana – di @dueincammino Leggi tutto »

fiume tevere nel parco di nazzano tevere farfa

Nazzano Tevere-Farfa: trekking, birdwatching e relax

Un’oasi per rilassarsi godendosi una passeggiata lungo il fiume, quella di Nazzano Tevere-Farfa è la prima riserva naturale regionale d’Italia e si trova nella lista delle zone umide d’importanza internazionale. Si trova tra i comuni di i comuni di Nazzano, Torrita Tiberina e Montopoli di Sabina, tra Roma e Rieti. Questa riserva è di particolare interesse in ambito naturalistico ed è infatti protetta dalla Convenzione di Ramsar. Al suo interno nidificano diverse specie e l’avifauna, presente tutto l’anno, aumenta esponenzialmente durante i periodi migratori, qui infatti si fermano a nidificare o a riposare moltissime specie migratorie, anche molto rare, come l’airone rosso. Tra le specie più frequenti da avvistare ci sono l’airone bianco maggiore, l’airone cenerino, la garzetta, il germano reale, l’alzavola, il fischione, la folaga, la moretta, lo svasso, la gallinella d’acqua, il martin pescatore, il cormorano, il tarabuso, il cigno, e molte altre spicie di palude e lacustri. E si è più fortunati – e pazienti – si possono avvistare il cavaliere d’Italia, il falco pescatore e il falco di palude, la spatola e l’airone rosso.   Cosa fare nella riserva di Nazzano Tevere-Farfa? Trekking, corsa e camminata nordica Ami lo sport? Lungo il sentiero della riserva puoi correre, camminare o passeggiare godendoti la pace della natura che ti circonda. Mountain bike Se ti piace andare in bici il sentiero del Fiume è perfetto per divertirsi in mountain bike. Birdwatching La grande quantità di specie autoctone e migratorie presenti tutti l’anno nella riserva è il regno dei birdwatcher e di chiunque ama osservare specie selvatiche nel loro habitat naturale. Lungo il percorso si trovano anche delle casetta di avvistamento perfette per fermarsi ad osservare aironi, garzette, svassi e tutte le specie che vivono in questo luogo magico. Un giro sul battello Sapevi che nella Riserva di Nazzano Tevere-Farfa puoi fare un giro sul battello lungo il fiume. Un’esperienza divertente per tutta la famiglia! Fotografia naturalistica Il tuo hobby è la fotografia? Nella riserva troverai bellissimi scorci, paesaggi selvaggi, fiori, piante e fauna da fotografare tutto l’anno. Picnic Lungo il sentiero troverai dei tavoli con delle panche dove puoi fermarti a mangiare un panino oppure puoi mangiare qualcosa nel ristorante che si trova nella riserva e pranzare contornato dal canto degli uccelli e delle cicale. Previous image Next image Sai quali sono i pericoli da cui proteggersi in primavera/estate? Leggi il nostro articolo: Primavera estate: precauzioni per viaggiatori Leggi ora Come arrivare alla riserva di Nazzano Tevere-Farfa? Per arrivare alla riserva da Roma in auto puoi percorre la E35 fino a Fiano Romano, poi prendere la Diramazione Salaria SS4 ed uscire a Via Procoio, proseguire tutta la via e la successiva Strada Provinciale 20b fino a Meana. Uscire a destra seguendo il segnale della riserva. All’interno della riserva si trova anche un ampio parcheggio gratuito. Informazioni utili La riserva è aperta dall’alba al tramonto tutti i giorni.  Ricorda di rispettare sempre le norme e le regolamentazioni del parco. Per informazioni visita il sito: https://www.parchilazio.it/nazzanoteverefarfa Scopri il lazio Scopri tutti i nostri luoghi preferiti per un un giorno fuori porta nel Lazio. Zaino in spalla!

Nazzano Tevere-Farfa: trekking, birdwatching e relax Leggi tutto »

hiking su un sentiero di montagna

Difficoltà dei sentieri: cosa significano le diverse sigle?

Se siete stati almeno una volta in montagna o avete fatto almeno una volta trekking vi sarete sicuramente imbattuti nelle sigle che identificano le difficoltà dei sentieri. Ma cosa significano?  Scopriamolo insieme. Sulle mappe, sui siti specializzati e sui cartelli e segnavia spesso si trovano delle sigle, lettere che identificano la difficoltà dei sentieri escursionistici. Queste sigle assegnate dal CAI (Club Alpino Italiano) indicato agli escursionisti la difficoltà del sentiero, il tipo di terreno e la preparazione atletica necessaria per affrontarlo, oltre alla presenza o meno di neve e quindi di difficoltà alpinistiche. Sigle CAI sentieri T – Turistico Sono sentieri facili su vie, sentieri e mulattiere segnalate da segnavia e cartelli, al di sotto dei 2000 metri. Per percorrerli è sufficiente un allenamento alla camminata e un minimo di orientamento e conoscenza del luogo dove ci troviamo. E – Escursionistico Questi sentieri sono di diverso tipo, su tutti i tipi di terreno, sia pianeggianti che su pendii non esposti o dove sono presenti attrezzature di protezione come cavi, scale, paletti che non hanno bisogno di attrezzature specifiche e tecniche per essere utilizzate, come corde, moschettoni, ecc. Sono sentieri sempre ben segnalati. Per percorrere questi sentieri è necessario essere allenati alla camminata e conoscere un po’ l’ambiente montano, oltre ad avere scarponi da trekking e vestiario adeguato. EE – Escursionista esperto I sentieri EE sono percorsi più difficili da percorrere, spesso su pendii scivolosi o su pietraie, con punti esposti non protetti. Sono segnalati ma è necessaria comunque più attenzione e preparazione fisica oltre che una buona conoscenza dell’ambiente montano. Sono necessarie le attrezzature da trekking come scarponi e vestiario adeguato. Per i passi esposti attrezzati come le vie ferrate semplici è necessario avere con sé un equipaggiamento di autoassicurazione come moschettoni, imbrago, corde, ecc. EEA – Escursionista esperto con attrezzature Sono sentieri attrezzati e vie ferrate dove è necessario avere con sé e saper utilizzare i dispositivi di autoassicurazione (corse, imbrago, moschettoni, discensori, dissipatori, ecc). Da non affrontare se non si è preparati fisicamente e psicologicamente, se si soffre di vertigini e se non si è in grado di utilizzare attrezzatura specifica. Attenzione: Queste sigle si riferiscono a sentieri NON alpinistici, privi di neve o al massimo con presenza di qualche nevaio non pericoloso. Per affrontare sentieri su neve o ghiaccio è necessaria l’esperienza e la preparazione alpinistica oltre che diverso tipo di attrezzatura.  Non metterti mai in cammino su un sentiero se non sei sicuro che la difficoltà faccia al tuo caso. Porta sempre con te l’attrezzatura necessaria e assicurati di avvertire qualcuno prima di partire. Porta sempre con te cartine e mappe, telefono, gps, acqua e viveri, kit di primo soccorso e di sopravvivenza. Non sai cosa portare nello zaino? Leggi il nostro articolo: Cosa portare nello zaino per un giorno fuori porta? Leggi ora I consigli per un giorno fuori porta Leggi tutti i nostri consigli per un giorno fuori porta. Consigli

Difficoltà dei sentieri: cosa significano le diverse sigle? Leggi tutto »