Lazio

Lago di Castel Gandolfo: tra natura, storia e cibo

Ciao viaggiatori e amanti delle gite fuori porta! Oggi vi portiamo alla scoperta di uno dei gioielli nascosti del Lazio: il Lago di Castel Gandolfo. Situato nel cuore dei Colli Albani, questo incantevole specchio d’acqua è il luogo perfetto per una giornata all’insegna del relax, della natura e del buon cibo. Pronti a partire? Andiamo! Cosa vedere Palazzo Pontificio: Castel Gandolfo è noto non solo per il suo lago ma anche per essere la residenza estiva dei papi. Non potete perdervi una visita al Palazzo Pontificio, un edificio storico ricco di arte e cultura. Santuario di Santa Maria della Rotonda: Un antichissimo edificio già facente parte della Villa di Domiziano fu dimora di molti ordini fin dai primi secoli d.C., oggi sorge una chiesa dove ammirare bellissimi mosaici e antichissimi bassorilievi Giardini di Villa Barberini: Se siete appassionati di giardini, i Giardini Barberini vi lasceranno senza parole con le loro terrazze panoramiche e la ricca flora. Il biglietto costa circa € 20,00 e può essere richiesto online su www.museivaticani.va Il borgo: Il borgo stesso è un piccolo gioiello medievale con vicoli pittoreschi e panorami mozzafiato. Passeggiare per le stradine di Castel Gandolfo è come fare un tuffo nel passato, con ogni angolo che racconta una storia diversa. Cosa fare Sport acquatici Il lago è perfetto per attività come il canottaggio, il kayak e il paddleboard. Noleggiate una barca a remi e godetevi la tranquillità delle acque mentre esplorate le rive. Escursioni e trekking I Colli Albani offrono numerosi sentieri per gli amanti delle escursioni. Uno dei percorsi più suggestivi è quello che porta al Monte Cavo, da dove potrete ammirare una vista panoramica incredibile su tutto il lago. Relax in spiaggia Sì, avete letto bene! Ci sono alcune piccole spiagge lungo il lago dove potrete rilassarvi e prendere il sole. Perfetto per una pausa rigenerante! Cosa mangiare Il Lazio è famoso per la sua cucina e Castel Gandolfo non fa eccezione. Tra i piatti da provare assolutamente ci sono: Per un dolce finale, non perdetevi i tozzetti con le mandorle, da intingere nel vin santo. Un po’ di storia e geologia Il Lago di Castel Gandolfo è di origine vulcanica, formatosi circa 70.000 anni fa. Fa parte del complesso dei laghi vulcanici dei Colli Albani, che comprende anche il Lago di Nemi. La zona è stata abitata fin dall’antichità, con resti archeologici che testimoniano la presenza di insediamenti romani. Il nome “Castel Gandolfo” deriva dalla famiglia Gandolfi, che nel XIII secolo costruì un castello sul sito dove oggi sorge il palazzo papale. La residenza estiva dei papi è stata un rifugio di pace e tranquillità fin dal XVII secolo. Consigli extra Pronti a vivere una giornata indimenticabile al Lago di Castel Gandolfo? Preparate lo zaino, indossate scarpe comode e lasciatevi incantare da questo angolo di paradiso nel cuore del Lazio. Buona gita!

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Bagnoregio: un viaggio nel tempo tra storia, cultura e paesaggi mozzafiato

Situata nel cuore dell’Italia centrale, Bagnoregio è una piccola gemma del Lazio che incanta i visitatori con la sua storia millenaria, i suoi paesaggi spettacolari e la sua atmosfera unica. La storia di Bagnoregio Le origini antiche e l’epoca etrusca Le origini di Bagnoregio risalgono a oltre 2500 anni fa, quando gli Etruschi fondarono il primo insediamento su questa collina di tufo. La posizione strategica permetteva agli abitanti di avere una vista panoramica sulla valle circostante, garantendo protezione dagli invasori. Gli Etruschi svilupparono una fiorente civiltà, costruendo strade, templi e necropoli. Di questo periodo restano ancora tracce nelle antiche tombe scavate nel tufo. La dominazione romana Con l’arrivo dei Romani Bagnoregio continuò a prosperare. La città divenne un importante centro commerciale grazie alla sua posizione sulla via che collegava Roma all’Umbria. Durante questo periodo, Bagnoregio fu arricchita da nuove costruzioni, tra cui acquedotti e ville. L’epoca medievale e il suo declino Durante il Medioevo Bagnoregio fu un importante centro religioso e commerciale. Fu in questo periodo che venne edificata la maestosa Chiesa di San Donato, ancora oggi visibile nella piazza principale di Civita di Bagnoregio. Tuttavia, a partire dal XIII secolo, il borgo iniziò a subire i primi cedimenti strutturali a causa dell’erosione del tufo, che portarono a un progressivo abbandono della città. Curiosità e leggende San Bonaventura e il miracolo della guarigione Una delle figure più celebri legate a Bagnoregio è San Bonaventura, noto teologo e filosofo del XIII secolo. Secondo la leggenda, Bonaventura nacque a Civita di Bagnoregio e fu gravemente malato da bambino. La sua guarigione miracolosa sarebbe avvenuta grazie all’intercessione di San Francesco d’Assisi, che avrebbe benedetto il piccolo Bonaventura con queste parole: “O buona ventura!”, dando così origine al suo nome. La leggenda della porta magica Un’altra affascinante leggenda riguarda la Porta Santa Maria, l’ingresso principale di Civita di Bagnoregio. Si narra che questa porta sia stata costruita con pietre provenienti da un antico tempio pagano e che contenga un’energia speciale. Si dice che chiunque passi sotto quest’arco con una mente pura e un cuore sincero, riceva protezione e buona fortuna. Il fantasma della dama bianca Bagnoregio è anche teatro di racconti di fantasmi. Una delle leggende più popolari è quella della dama bianca, il fantasma di una giovane donna che si dice vaghi per le strade di Civita nelle notti di luna piena. Secondo la tradizione, la dama bianca sarebbe lo spirito di una nobildonna che morì tragicamente d’amore e che continua a cercare il suo amato tra le antiche case di pietra. La città che muore L’erosione del tufo su cui sorge Bagnoregio ha portato alla progressiva distruzione di intere sezioni della città, che oggi rischia di scomparire completamente. Questo fenomeno ha valso a Bagnoregio il soprannome di La città che muore. Nonostante ciò, il borgo è riuscito a sopravvivere grazie alla tenacia delle persone che se ne prendono cura e all’interesse crescente dei turisti che ogni anno visitano questo luogo unico. La rinascita del XXI secolo Negli ultimi anni, Bagnoregio ha conosciuto una nuova vita grazie al turismo. La bellezza incontaminata del borgo e il fascino delle sue leggende attirano visitatori da tutto il mondo. Le iniziative per preservare e valorizzare il patrimonio storico e culturale di Bagnoregio hanno portato a un rinnovato interesse per questo angolo del Lazio, che continua a incantare e stupire chiunque lo visiti. Cosa vedere a Bagnoregio Una visita a Bagnoregio è un viaggio nel tempo, alla scoperta di angoli pittoreschi e di scorci mozzafiato. Ecco alcune delle principali attrazioni: Cosa fare a Bagnoregio Oltre a visitare le sue attrazioni storiche, Bagnoregio offre numerose attività per i visitatori: Cosa visitare a due passi da Bagnoregio Vicino Bagnoregio ci sono numerose località da visitare per gli amanti della storia e della natura, come ad esempio: Consigli sulla sicurezza e abbigliamento Per godere al meglio della vostra visita a Bagnoregio, ecco alcuni consigli utili:

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Esplorando le gole del Farfa: un tuffo nella natura incontaminata del Lazio

Nascoste tra le verdi colline del Lazio, le Gole del Farfa sono un gioiello naturale che attende solo di essere scoperto dagli amanti dell’avventura e della bellezza selvaggia. Situate nella Valle del Farfa, queste gole offrono paesaggi mozzafiato, sentieri escursionistici emozionanti e una ricca biodiversità che lascerà senza fiato chiunque decida di esplorarle. Le Gole del Farfa Le Gole del Farfa sono scavate dal fiume Farfa, che si snoda tra le colline della Sabina tra Mompeo e Castelnuovo di farfa fino a incontrare il fiume Tevere. Questa zona è caratterizzata da gole profonde e strette, scogliere rocciose e boschi lussureggianti, creando un ambiente selvaggio e suggestivo che rappresenta un’oasi di natura incontaminata nel cuore del Lazio. Cosa vedrai lungo i sentieri? I sentieri che costeggiano le Gole del Farfa ti porteranno a scoprire paesaggi incantati, cosa vedrai passeggiando tra i sentieri? Cosa fare alle Gole del Farfa? Le Gole del Farfa offrono una vasta gamma di attività per chiunque desideri esplorare questa regione. Gli appassionati di trekking troveranno una rete di sentieri ben segnalati che si snodano lungo le gole, offrendo viste spettacolari e l’opportunità di scoprire angoli nascosti di bellezza naturale. Per coloro che amano l’avventura sull’acqua, il fiume Farfa offre la possibilità di praticare il kayak o il rafting, permettendo ai visitatori di scoprire le gole da una prospettiva completamente nuova. Per farlo, se sei alle prime armi, dovrai affidarti ad una guida o istruttore che ti accompagni in questi sport, che possono essere pericolosi per i non esperti. Preferisci una passeggiata più tranquilla per rilassarti in mezzo alla natura? Ci sono numerosi punti panoramici lungo le gole che offrono viste mozzafiato e la possibilità di osservare la ricca fauna e flora della regione. Storia e cultura Le Gole del Farfa sono anche ricche di storia e cultura. Nelle vicinanze si trova l’Abbazia di Farfa, un’imponente struttura medievale che domina la valle. Fondata nell’VIII secolo, l’abbazia è un importante centro spirituale e culturale e merita sicuramente una visita durante l’esplorazione delle gole. Consigli pratici Le Gole del Farfa sono accessibili da diversi punti, puoi optare per l’entrata da Mompeo o da Castelnuovo di Farfa. Il sentiero, sebbeno non particolarmente difficile, può risultare faticoso per via della sua lunghezza e per la difficioltà legata alla scivolosità di alcuni punti. Inoltre, a rendere il sentiero più complicato da affrontare c’è il buio, data la scarsità di luce che c’è nella valle, e l’umidità del fiume, i quali rendono il sentiero poco piacevole in inverno. Se non ti senti preparato fisicamente o mentalmente e non sei accompagnato da qualcuno che conosce bene la zona non avventurarti: il rischio di perdersi è sempre dietro l’angolo! Inoltre, prima di intraprendere un’avventura nelle Gole del Farfa, è importante essere ben preparati: Non sai cosa mettere nello zaino per le tue avventure outdoor? Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato proprio a questo: Cosa portare nello zaino per un giorno fuori porta? Ricorda di rispettare sempre l’ambiente naturale e segue le regole del parco per garantire la conservazione di questo prezioso ecosistema. Le Gole del Farfa sono una destinazione imperdibile per chiunque desideri esplorare la bellezza e la diversità della natura del Lazio. Con paesaggi mozzafiato, attività emozionanti e una ricca storia culturale, queste gole offrono un’esperienza indimenticabile per tutti gli amanti della natura e dell’avventura. Per saperne di più visita il sito dei Parchi Lazio: https://www.parchilazio.it/goledelfarfa

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Birdwatching nel Lazio: un’avventura tra piume e natura

Stanco della routine quotidiana? Vorresti immergerti in un mondo di ali vibranti, piume colorate e canti melodiosi? Il birdwatching potrebbe essere l’esperienza che state cercando. Cos’è il birdwatching? Il birdwatching va ben oltre l’osservazione passiva dell’avifauna. È un’attività che coinvolge tutti i sensi, dalla vista all’udito, portandovi a contatto con la bellezza selvaggia del mondo alato. Si tratta, più che di un semplice hobby, di uno stile di vita che stimola la curiosità, l’osservazione attenta e la consapevolezza ambientale. Ogni incontro con una specie diventa un’opportunità di apprendimento, contribuendo a costruire un legame più profondo con la natura. Attrezzature necessarie per il birdwatching Cosa bisogna portare con sé durante un’uscita di birdwatching? Consigli di sicurezza Come prepararsi Prima di uscire per una sessione di birdwatching puoi prepararsi informandoti sulle specie locali, così da non perdere nessun avvistamento e sapere cosa e dove cercare. Può essere d’aiuto, oltre che molto divertente, unirsi a gruppi locali e partecipare alle escursioni con esperti ti permetterà di imparare e condividere questo hobby con altri appassionati. Dove fare birdwatching nel Lazio? Il Lazio è ricco di luoghi perfetti per il birdwatching, questa regione, infatti, possiede tutti i tipi di paesaggio: dalla montagna, al mare, alla palude, al fiume, al lago, alla campagna… Qualche destinazione per il birdwatching nel Lazio e cosa è possibile avvistare: Questi sono solo pochissimi tra le numerose destinazioni naturali dove poter fare birdwatching nel Lazio, per scoprirle tutte visita il sito ufficiale di Parchi Lazio: https://www.parchilazio.it/ Periodi dell’anno per il birdwatching È un hobby da sperimentare tutto l’anno, ma è importante sapere che in ogni stagione si possono avvistare specie diverse in base ai periodi di nidificazione e migrazione. Spero che questo articolo ti abbia fatto venire voglia di rimboccarti le maniche, prendere il binocolo e prepararti a vivere un’esperienza che vi avvicinerà al cuore della bellezza selvaggia. Buon birdwatching!

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assisi

Santuari Francescani: tra natura, silenzio e spiritualità

Cari avventurieri spirituali, preparatevi ad immergervi nelle radici della spiritualità francescana con un viaggio indimenticabile attraverso alcuni dei santuari più suggestivi d’Italia. I santuari francescani sono luoghi di preghiera pregni della spiritualità francescana: in questi luoghi, infatti, proprio San Francesco d’Assisi passò, soggiornò, pregò e cambiò la storia. Pronti per partire? Santuari francescani tra Lazio, Umbria e Toscana: 1. Assisi: dove tutto ebbe inizio Assisi è il luogo di nascita di San Francesco, uno dei santi più venerati al mondo. La Basilica di San Francesco, costruita nel XIII secolo, è un capolavoro dell’architettura rinascimentale. La storia racconta che Francesco abbracciò la povertà e l’amore per la natura, iniziando la sua predicazione proprio dalla sua città natale. La Basilica di San Francesco d’Assisi di divide in Superiore ed Inferiore. Nella Basilica Superiore si possono ammirare gli affreschi di Giotto che girano tutto intorno per narrare la vita e le opere del Santo. Da qui, tramite una scala, si può visitare il chiostro del convento annesso dal quale si accede anche allo splendido Museo, gratuito, ma spettacolare dove sono esposte numerose reliquie, paramenti, oggetti liturgici, opere d’arte e molto altro. Nella Basilica Inferiore, dove si celebrano ancora oggi numerose Messe, oltre ammirare gli spettacolari soffitti affrescati, si può sostare per una preghiera personale o accostarsi alla confessione con i frati che si trovano lì, inoltre, si può scendere nella cripta dove si trova la tomba di San Francesco e dei suoi primi frati. Cosa Vedere: Indirizzo: Basilica di San Francesco, Piazza San Francesco, 2, 06081 Assisi PG, Italia. Orari: la Basilica Superiore è aperta dalle 8:30 alle 17:45, la Basilica Inferiore è aperta dalle 6:00 alle 18:30, il mercoledì fino alle 18:00 e il sabato fino alle 19:00. La Tomba di San Francesco è visitabile dalle 6:00 alle 18:00. Non è necessaria prenotazione. Ingresso gratuito. Info: per visite guidate, orari delle celebrazioni, informazioni per pellegrini e per altre informazioni visita il sito ufficiale: https://www.sanfrancescoassisi.org/html/ita/index.php Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato ad Assisi, dove troverai tutte le informazioni e cosa ti aspetta: Assisi: la città di San Francesco 2. La Verna: tra cielo e terra Nascosto tra le pieghe dell’Appennino toscano, il Santuario della Verna si erge come un luogo sacro intriso di spiritualità e misticismo. Questo angolo di paradiso, situato nella località La Verna, a Chiusi della Verna, è stato testimone di uno degli eventi più straordinari della vita di San Francesco d’Assisi: la ricezione delle stimmate. La storia della Verna è legata a un momento di profonda intimità tra San Francesco e la natura circostante. Nel 1224, durante un periodo di meditazione solitaria, San Francesco fu graziato ricevendo le stimmate, i segni dei chiodi della crocifissione di Cristo. La storia narra che un cherubino alato, circondato da una luce divina, apparve a Francesco portando con sé il dono mistico delle stimmate. Il santuario, costruito nel XV secolo, si erge su una serie di terrazze rocciose immerse in un fitto bosco di faggi e abeti. La Verna, chiamata anche “La Foresta Sacra”, emana una sensazione di sacralità e tranquillità, avvolgendo i visitatori con un’atmosfera mistica che sembra dissolversi tra le fronde degli alberi. Cosa Vedere: Indirizzo: Santuario della Verna, Località La Verna, 52010 Chiusi della Verna AR, Italia. Orari: Aperto tutti i giorni dalle 6:30 alle 19:00, fino alle 21:30 in estate. La Cappella delle Stimmate è aperta dalle 7:30 alle 18:00 (19:00 in estate). Info: per visite, orari delle celebrazioni e per altre informazioni visita il sito ufficiale: https://www.laverna.it/ 3. Greccio: dove nacque il presepe vivente La storia di Greccio è strettamente legata alla figura carismatica di San Francesco, noto per il suo amore per la natura e la sua profonda spiritualità. La tradizione narra che Francesco, desideroso di rendere più tangibile e comprensibile il significato del Natale, nel 1223 ebbe l’illuminante idea di realizzare una rappresentazione vivente della Natività, coinvolgendo gli abitanti del luogo. La Grotta del Presepe e la Magia dell’Evento Il 24 dicembre del 1223, nel buio della notte, San Francesco radunò la comunità di Greccio nella grotta sottostante il convento di San Nicola. Lì, con l’aiuto di contadini e pastori, creò una scena unica: un presepe vivente. Asini, pecore, e persino una vera mangiatoia furono utilizzati per ricreare la scena della Natività. Cosa Vedere: Indirizzo: Santuario di Greccio, Via Santuario di Greccio, 02040 Greccio RI, Italia. Orari: Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00, fino alle 19:00 d’estate. Non è necessaria prenotazione ed è gratuito. Info: per visite guidate, orari delle celebrazioni e per altre informazioni visita il sito ufficiale: https://www.santuarivallesanta.com/santuari/greccio/ Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato a Greccio, dove troverai tutte le informazioni e cosa ti aspetta: Santuario di Greccio e il primo presepe vivente 4. Rivotorto: il rifugio della semplicità Nella tranquilla pianura umbra, all’ombra del borgo medievale di Assisi, dove la bellezza della natura si intreccia con la spiritualità francescana, sorge Rivotorto, un luogo umile ma ricco di significato nella storia di San Francesco d’Assisi. Rivotorto, situato proprio sotto il borgo di Assisi, fu il rifugio scelto da San Francesco e dai suoi primi seguaci all’inizio del XIII secolo. Il nome “Rivotorto” deriva dal nome del ruscello che scorreva affianco al rifugio dove viveva il Santo con i suoi frati. All’interno dell’attuale chiesa si può ammirare al centro il sacro tugurio, la casa povera con appena qualche mattone e un tetto dove San Francesco e primi frati vivevano, in povertà, umiltà e contemplazione. Questo luogo modesto divenne il simbolo dell’umiltà e della povertà insegnate da San Francesco. Qui, il Santo e i suoi seguaci condividevano la vita quotidiana, sperimentando la fraternità, la preghiera e il lavoro manuale. Indirizzo: Santuario di Rivotorto, Via di Rivotorto, 06081 Assisi PG, Italia. Orari: Aperto tutti i giorni dalle 7:00 alle 19:30. Non è necessaria prenotazione. L’ingresso è gratuito. Info: per visite guidate, orari delle celebrazioni, informazioni per pellegrini e per altre informazioni visita il sito ufficiale: https://santuariorivotortoassisi.org/ 5. Fonte Colombo: nella quiete dei boschi Questo santuario, situato nelle colline intorno a Rieti,

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calze appese sul caminetto

6 gennaio 2024: 10 idee per un’Epifania insolita

L’Epifania sta per regalarci un’opportunità perfetta per allontanarci dalla routine quotidiana e immergerci in avventure insolite. Nel cuore del centro Italia ci sono tesori nascosti e attività fuori dall’ordinario pronte ad accogliervi. Stanchi del solito pranzo? Preparatevi a scoprire cosa fare in questa giornata speciale! Trekking sui Monti Lepini: Lasciatevi avvolgere dalla natura incontaminata dei Monti Lepini. Con sentieri che si snodano tra boschi e panorami mozzafiato, il trekking diventa un modo emozionante per connettersi con la bellezza naturale della regione. Ricordate di portare con voi una termos con del buon tè caldo per riscaldarvi durante la camminata! Una giornata sugli sci a Campo Felice: Se siete amanti della neve, perché non approfittare delle piste di Campo Felice per una giornata di sci? Godetevi la sensazione di scivolare sulla neve fresca e prendetevi una pausa nelle accoglienti baite per un pranzo montano. Un’esperienza che lascerà ricordi indelebili. Visita ad un santuario Francescano: In questo periodo dell’Epifania, concediamoci un’esperienza unica e profonda: l’esplorazione dei suggestivi conventi francescani in occasione degli 800 anni dal primo presepe vivente di Greccio. Lontani dal caos quotidiano, questi luoghi offrono la possibilità di immergersi nella spiritualità e nella storia francescana. Escursione ai Laghi di Nemi e Albano: Se siete amanti delle passeggiate panoramiche, dirigetevi verso i suggestivi Laghi di Nemi e Albano. Camminate intorno ai laghi per godere di viste spettacolari e, se la temperatura lo consente, potreste persino organizzare un picnic con una selezione di prodotti locali. Visita alle Cascate di Isola del Liri: Fate una breve escursione fino alle Cascate di Isola del Liri, un paradiso nascosto nel cuore della natura. Il suono rinfrescante dell’acqua e l’atmosfera tranquilla creano il contesto perfetto per una giornata rilassante in compagnia dei vostri cari. Una passeggiata a Bevagna: Bevagna è un incantevole borgo medievale situato nella regione dell’Umbria, nel cuore dell’Italia. Rinomata per il suo fascino autentico, Bevagna accoglie i visitatori con le sue piazze lastricate, le case in pietra e le antiche chiese. Famosa per le sue tradizioni enogastronomiche e le rievocazioni storiche, la cittadina offre un viaggio nel tempo, permettendo ai visitatori di immergersi nella ricca storia e nell’atmosfera unica di questo gioiello umbro. Silenzio e riflessione all’Eremo delle Carceri di Assisi: L’Eremo delle Carceri, situato nei boschi verdeggianti delle colline sopra Assisi, è un luogo di profonda spiritualità e tranquillità. Fondato da San Francesco d’Assisi nel XIII secolo, questo eremo offre ai visitatori un’esperienza mistica, permettendo loro di immergersi nella natura serena e di esplorare le piccole cappelle e le grotte dove il Santo trascorreva momenti di preghiera contemplativa. La vista panoramica sulla valle sottostante aggiunge un tocco magico a questo luogo sacro, rendendolo una tappa imperdibile per chi cerca pace e riflessione. Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato all’Eremo delle Carceri di Assisi, dove troverai tutte le informazioni e cosa ti aspetta: Eremo delle Carceri di Assisi: una passeggiata tra natura e spiritualità Trekking sulla neve al Monte Terminillo: Il Terminillo, noto come la “Montagna di Roma”, offre un’esperienza emozionante per gli amanti del trekking sulla neve. Con i suoi sentieri innevati e panorami mozzafiato, il Terminillo si trasforma in un paradiso invernale. Intraprendere un trekking attraverso questo scenario spettacolare regala la sensazione di essere immersi nella tranquillità della natura invernale, regalando un’esperienza unica di avventura e bellezza paesaggistica. Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato al Monte Termillo: Monte Terminillo una montagna da vivere tutto l’anno Un tuffo nella storia a Civita di Bagnoregio: Civita di Bagnoregio, conosciuta come “la città che muore”, è un gioiello incastonato tra le colline della Tuscia. La sua bellezza unica è evidente nella sua posizione isolata e nell’architettura medievale, con stradine in pietra e case affacciate su profonde gole. La vista mozzafiato e l’atmosfera di questo borgo, accessibile solo a piedi, lo rendono un luogo incantevole da visitare, offrendo un’esperienza unica nel suo genere nel cuore della campagna laziale. Una passeggiate alle Cascate delle Marmore: Le Cascate delle Marmore, situate nella verde regione dell’Umbria ma facilmente raggiungibili dal Lazio, offrono uno spettacolo naturale mozzafiato. Con un’altezza di 165 metri, sono tra le cascate più alte d’Europa. La loro bellezza e la possibilità di regolare il flusso d’acqua rendono questo luogo straordinario. Visitare le Cascate delle Marmore significa immergersi in una meraviglia naturale, godendo di panorami pittoreschi e di una sensazione avvolgente di pace e serenità.

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sentiero del terminilletto dalla vetta

Monte Terminilletto a Rieti: guida al trekking e consigli sull’abbigliamento

L’Italia è famosa per la sua ricca storia, la sua cultura e, naturalmente, per i suoi paesaggi mozzafiato. Tra le numerose destinazioni per gli amanti del trekking, il Monte Terminilletto, situato nella provincia di Rieti nel complesso dei Monti Reatini, offre un’esperienza unica, soprattutto durante i mesi invernali. Questa guida vi condurrà attraverso le meraviglie di questo gioiello montano e fornirà consigli preziosi su come godersi al meglio il trekking invernale. Sentiero per la vetta: Il Monte Terminilletto è alto 2104 metri e raggiungere la cima è abbastanza semplice: percorrendo il sentiero che parte da Piazzale di Campoforogna e camminando per un dislivello totale di circa 800 metri si può raggiunge la cima in circa 1 ora / 1 ora e mezza. Il livello di difficoltà è E: adatto a tutti purché in buon allenamento nella camminata in montagna. Il sentiero è segnato molto bene e non presenta particolari difficoltà né punti troppo esposti. In inverno è indispensabile però dotarsi di ramponi e bacchette da neve per salire perché i pendii innevati possono essere molto scivolosi e pericolosi. Inoltre, prima di salire verifica sempre le condizioni della neve: il pericolo valanghe è sempre dietro l’angolo. Abbigliamento adatto per il trekking Invernale: L’inverno porta con sé sfide uniche, ma con l’abbigliamento giusto, il trekking invernale può essere un’esperienza gratificante. Ecco alcuni consigli su come vestirsi adeguatamente: Attrezzatura essenziale: Consigli di sicurezza: Come arrivare al Monte Terminilletto da Rieti: Il Monte Terminilletto è facilmente accessibile da Rieti, una città situata nel cuore dell’Italia. Per raggiungere la zona di partenza dei sentieri, è possibile prendere un’auto o utilizzare i mezzi pubblici, come autobus o treni locali. Una delle opzioni più comuni è prendere un’autovettura lungo la SS4 (Salaria) in direzione di L’Aquila e svoltare poi sulla SP43 in direzione di Monte Terminillo. Da qui, seguire le indicazioni per la località sciistica di Terminillo. Il Monte Terminilletto durante l’inverno offre un’opportunità unica per esplorare la natura in un ambiente magico. Seguendo questi consigli e preparandosi adeguatamente, potrai goderti appieno la bellezza di questo gioiello montano e creare ricordi indimenticabili durante il trekking invernale.

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santuario di greccio

Santuario di Greccio e il primo presepe vivente

Il fine settimana si avvicina e con la festa dell’Immacolata Concezione siamo completamente immersi nella confortevole atmosfera natalizia. Cosa c’è di meglio di un’escursione rinfrescante per rigenerare mente e spirito? Se sei alla ricerca di un luogo carico di storia, spiritualità e bellezze naturali, questo fa per te: il Santuario di Greccio è la destinazione perfetta per una giornata indimenticabile. In questo articolo, esploreremo la storia affascinante del santuario, ti fornirò indicazioni su come arrivare, cosa vedere, gli orari di apertura e il periodo migliore per visitarlo. La Storia di Greccio Il Santuario di Greccio, situato nella provincia di Rieti, nel cuore del Lazio, è un luogo intriso di significato storico e spirituale. Fondato nel XIII secolo da San Francesco d’Assisi, il santuario è celebre per essere il luogo in cui il Santo ha tenuto il primo presepe vivente nella storia, nel Natale del 1223. Questo evento simbolico è considerato uno dei momenti chiave nella tradizione natalizia e ha contribuito a diffondere la pratica del presepe in tutto il mondo cristiano. Il primo presepe vivente Greccio è un piccolo borgo situato vicino Rieti, in Italia, e diventò famoso nel 1223 grazie a un evento che ha plasmato la percezione e la celebrazione del Natale per secoli. Nel dicembre di quell’anno, San Francesco, desiderando creare un’esperienza più tangibile e vicina alle persone per celebrare la nascita di Gesù, ebbe l’ispirazione di ricreare la scena della natività. Il Santo scelse Greccio come luogo per questa rappresentazione speciale, grazie alla sua atmosfera suggestiva e alla presenza di una grotta naturale che ricordava la grotta di Betlemme. San Francesco invitò la popolazione locale e i frati a partecipare a questa commemorazione straordinaria. La notte di Natale, nella grotta di Greccio, furono portati un bue e un asinello, simboli della vita rurale, e una mangiatoia fu riempita di paglia. L’atmosfera era carica di devozione e semplicità, con l’aggiunta di candele e fiaccole per illuminare il luogo. La scena della natività prese vita quando San Francesco, con il suo profondo senso di umiltà e amore per la creazione, pose la statua del Bambino Gesù nella mangiatoia. Questo gesto trasmetteva un messaggio di povertà e umiltà, riflettendo gli ideali francescani. Durante la celebrazione, si dice che il Santo pronunciò discorsi commoventi sull’amore di Dio e sulla venuta di Gesù nella vita delle persone. L’evento a Greccio ebbe un impatto profondo sulla comunità e sulle persone che parteciparono. La rappresentazione della natività non solo offrì una modalità più diretta di contemplazione della storia della nascita di Gesù, ma sottolineò anche l’importanza dell’umiltà e della semplicità nella vita cristiana. Questa commemorazione a Greccio è considerata da molti come la prima rappresentazione vivente della natività, diventando così il precursore delle moderne rappresentazioni natalizie che si tengono in tutto il mondo. L’evento di Greccio ha contribuito a trasformare la celebrazione del Natale, enfatizzando i valori di umiltà, amore e la bellezza della semplicità nella storia del Cristianesimo. Cosa vedere Una volta arrivato al Santuario di Greccio, sarai accolto dalla suggestiva atmosfera di tranquillità e spiritualità. Cosa vedere: Inoltre, quest’anno si festeggiano gli 800 anni dal primo presepe vivente di Greccio dove per l’occasione si terranno moltissimi eventi tutti da scoprire: per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: https://greccio-2023.com/ Orari e periodo migliore per visitare Il Santuario di Greccio è aperto tutto l’anno. Gli orari di apertura variano leggermente a seconda della stagione, quindi assicurati di verificare gli orari aggiornati prima della tua visita. In generale, il santuario è aperto al pubblico dalle 9:00 alle 18:00. Il periodo migliore per visitare Greccio dipende dalle tue preferenze personali. Durante la primavera e l’estate, potrai godere di temperature più miti e di una natura rigogliosa. Tuttavia, il periodo natalizio offre un’atmosfera magica, specialmente intorno al 25 dicembre, quando il santuario celebra il presepe vivente. In conclusione, il Santuario di Greccio è una gemma nascosta nel cuore dell’Italia, ricca di storia e spiritualità. Una visita a questo luogo speciale promette di essere un’esperienza che arricchirà il tuo spirito e nutrirà la tua anima. Preparati per un’indimenticabile giornata fuori dal comune! Come arrivare Il Santuario di Greccio è facilmente accessibile sia in auto che con i mezzi pubblici. Se viaggi in auto da Roma, prendi l’autostrada A1 in direzione nord e segui le indicazioni per Rieti. Da Rieti, prosegui verso nord-est sulla SS79 e segui le indicazioni per Greccio. Il santuario è ben segnalato lungo la strada. Se preferisci i mezzi pubblici, puoi prendere un treno per Rieti e poi un autobus per Greccio. Assicurati di verificare gli orari dei treni e degli autobus per pianificare al meglio la tua visita.

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borgo di bolsena con veduta sul lago

Lago di Bolsena: tra natura e medioevo

Tra una passeggiata sul lungolago, una visita al castello e al borgo e un giro nella cattedrale, una giornata al Lago di Bolsena per rilassarsi e ricaricarsi. Sei nel Lazio e vuoi passare una giornata tranquilla all’insegna del relax e della cultura? Bolsena è il posto perfetto: al confine tra Umbria e Lazio a Bolsena trovi l’unione perfetta tra natura e storia, dove puoi goderti una giornata in tranquillità. Cosa vedere a Bolsena? Lago di Bolsena Isola Bisentina Isola Martana Borgo di Bolsena Castello di Bolsena (Rocca Monaldeschi della Cervara) Basilica di Santa Cristina Lago di Bolsena Il Lago di Bolsena è il lago più grande del Lazio. Di origine vulcanica, si trova nella provincia di Viterbo, al confine tra Lazio ed Umbria. Al suo interno si trovano anche due Isole: l’Isola Bisentina e l’Isola Martana. Il lago è circondato da spiaggette sabbiose e ghiaiose dove è possibile fermarsi per un pic-nic, sdraiarsi al sole a leggere un buon libro o per rilassarsi un po’. In estate si trovano anche delle spiagge attrezzate e gestite dove poter affittare sdraio, lettini ed ombrelloni. Sul lungo lago la pista ciclabile è perfetta per una passeggiata o un giro in bici. Numerosi sono i bar e i ristoranti che si trovano sul lungolago, dove poter prendere un aperitivo in compagnia, sorseggiare un caffè, gustare un gelato vista lago o fermarsi a pranzo con tutta la famiglia. Le isole Come ti ho accennato prima, nel Lago di Bolsena si trovano due isole: L’isola Bisentina Si trova nel comune di Capodimonte ed è la più grande. Sull’isola si trovano numerosi luoghi di interesse storico e culturale: Chiesa di San Giacomo e San Cristoforo, del XV secolo, la sua cappella fu realizzata dal Vignoli Sette chiesette francescane, costruite dai Frati Minori  La Malta dei Papi, un complesso scavato sotto il Monte Tabor, la parte più alta dell’isola, che fu usata già dai romani come cisterna per l’acqua e poi come carcere per gli ecclesiastici eretici L’isola Martana Si trova nel comune di Marta, da cui prende il nome, è una piccola isola di forma triangolare famosa per la storia di Santa Cristina: si narra che in quest’isola fu imprigionata e torturata e poi sepolta dopo la morte. Il borgo di Bolsena Il borgo dal carattere medievale è perfetto per fare una passeggiata tra i vicoli, pieni di locali e piccole botteghe. Dal borgo si arriva direttamente sul lungolago passando per una breve via ombreggiata. Il Castello di Bolsena Nel cuore del borgo di Bolsena si trova il Castello: la Rocca Monaldeschi della Cervara. Costruito intorno al XI secolo, poi più volte ristrutturata e modificata fino alla forma che vediamo oggi, con le sue quattro torri svetta sul borgo e sul lago e le bandiere che sventolano ti riportano indietro al medioevo. Il Castello si può visitare e attiguo si trova anche il Museo Territoriale del Lago di Bolsena. Per info sulle visite alla Rocca Monaldeschi e ad altri luoghi e musei di Bolsena visita il sito: https://www.simulabo.it/ La Basilica di Santa Cristina La Basilica di Santa Cristina è una delle chiese più famose del Lazio: fu proprio qui che nel 1263 avvenne un miracolo eucaristico. Durante una messa l’ostia cominciò a sanguinare, il sacerdote che stava celebrando, preso da una grande paura, avvolse l’ostia nel corporale e la portò in sagrestia. Ancora oggi si possono vedere le gocce cadute sul pavimento e sui gradini dell’altare dove avvenne il miracolo, mentre l’ostia oggetto del miracolo è conservata nel Duomo di Orvieto. La Basilica è dedicata a Santa Cristina, martire cristiana giovanissima di Bolsena che divenne famosa per la sua particolare storia: Si racconta che Cristina era la figlia di un generale dell’impero di Diocleziano, Urbano, si rifiutò di praticare i riti del paganesimo e iniziò a seguire il cristianesimo. Il padre, furioso per questa scelta di Santa Cristina, decise di ucciderla. La sottopose a numerose torture e supplizi, tentando di ucciderla in molti modi. Ogni volta, però, veniva salvata o curata dagli angeli in maniera miracolosa. Dopo questi eventi, il padre morì per la rabbia, ma altri tentarono di far morire Cristina: riuscirono solo dopo moltissimi tentativi e altrettanti miracoli. Nell’ omonima Basilica si trova anche una reliquia interessante: le impronte di Santa Cristina. Si raccolta che Cristina durante uno dei tentativi di uccisione da parte del padre, venne gettata nel lago con una grossa pietra legata al collo. Miracolosamente, degli angeli la salvarono e la pietra iniziò a galleggiare sull’acqua. Quando uscì dall’acqua la santa lasciò delle impronte sulla  pietra della spiaggia. Sulla pietra dove camminò  apparvero delle impronte e quelle stesse impronte sono conservate nella Basilica. All’interno della Basilica si trovano anche delle catacombe risalenti al III secolo. Le catacombe sono visitabili: per informazioni visita il sito della basilica https://www.basilicasantacristina.it/   Come arrivare a Bolsena? Per arrivare a Bolsena in auto: da Roma in un’ora e mezza circa puoi arrivare a Bolsena percorrendo l’A1 fino ad Orte, poi imboccando la Strada Statale 675 e poi la Strada Provinciale Acquarossa. Esci sulla Cassia Nord e percorrila fino a Bolsena da Viterbo, ci vorranno all’incirca 40 minuti: prendi la Strada Teverina, poi la Strada Provinciale 17 fino a Montefiascone. Prosegui sulla Strada Regionale 2 e continua sulla Via Cassia Nord fino a Bolsena Per arrivare in treno:   da Viterbo tratta Viterbo-Acquapendente da Viterbo Porta Fiorentina a Bolsena Piazza Marconi   Scopri il lazio Scopri tutti i nostri luoghi preferiti per un un giorno fuori porta nel Lazio. Zaino in spalla!

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fiume tevere nel parco di nazzano tevere farfa

Nazzano Tevere-Farfa: trekking, birdwatching e relax

Un’oasi per rilassarsi godendosi una passeggiata lungo il fiume, quella di Nazzano Tevere-Farfa è la prima riserva naturale regionale d’Italia e si trova nella lista delle zone umide d’importanza internazionale. Si trova tra i comuni di i comuni di Nazzano, Torrita Tiberina e Montopoli di Sabina, tra Roma e Rieti. Questa riserva è di particolare interesse in ambito naturalistico ed è infatti protetta dalla Convenzione di Ramsar. Al suo interno nidificano diverse specie e l’avifauna, presente tutto l’anno, aumenta esponenzialmente durante i periodi migratori, qui infatti si fermano a nidificare o a riposare moltissime specie migratorie, anche molto rare, come l’airone rosso. Tra le specie più frequenti da avvistare ci sono l’airone bianco maggiore, l’airone cenerino, la garzetta, il germano reale, l’alzavola, il fischione, la folaga, la moretta, lo svasso, la gallinella d’acqua, il martin pescatore, il cormorano, il tarabuso, il cigno, e molte altre spicie di palude e lacustri. E si è più fortunati – e pazienti – si possono avvistare il cavaliere d’Italia, il falco pescatore e il falco di palude, la spatola e l’airone rosso.   Cosa fare nella riserva di Nazzano Tevere-Farfa? Trekking, corsa e camminata nordica Ami lo sport? Lungo il sentiero della riserva puoi correre, camminare o passeggiare godendoti la pace della natura che ti circonda. Mountain bike Se ti piace andare in bici il sentiero del Fiume è perfetto per divertirsi in mountain bike. Birdwatching La grande quantità di specie autoctone e migratorie presenti tutti l’anno nella riserva è il regno dei birdwatcher e di chiunque ama osservare specie selvatiche nel loro habitat naturale. Lungo il percorso si trovano anche delle casetta di avvistamento perfette per fermarsi ad osservare aironi, garzette, svassi e tutte le specie che vivono in questo luogo magico. Un giro sul battello Sapevi che nella Riserva di Nazzano Tevere-Farfa puoi fare un giro sul battello lungo il fiume. Un’esperienza divertente per tutta la famiglia! Fotografia naturalistica Il tuo hobby è la fotografia? Nella riserva troverai bellissimi scorci, paesaggi selvaggi, fiori, piante e fauna da fotografare tutto l’anno. Picnic Lungo il sentiero troverai dei tavoli con delle panche dove puoi fermarti a mangiare un panino oppure puoi mangiare qualcosa nel ristorante che si trova nella riserva e pranzare contornato dal canto degli uccelli e delle cicale. Previous image Next image Sai quali sono i pericoli da cui proteggersi in primavera/estate? Leggi il nostro articolo: Primavera estate: precauzioni per viaggiatori Leggi ora Come arrivare alla riserva di Nazzano Tevere-Farfa? Per arrivare alla riserva da Roma in auto puoi percorre la E35 fino a Fiano Romano, poi prendere la Diramazione Salaria SS4 ed uscire a Via Procoio, proseguire tutta la via e la successiva Strada Provinciale 20b fino a Meana. Uscire a destra seguendo il segnale della riserva. All’interno della riserva si trova anche un ampio parcheggio gratuito. Informazioni utili La riserva è aperta dall’alba al tramonto tutti i giorni.  Ricorda di rispettare sempre le norme e le regolamentazioni del parco. Per informazioni visita il sito: https://www.parchilazio.it/nazzanoteverefarfa Scopri il lazio Scopri tutti i nostri luoghi preferiti per un un giorno fuori porta nel Lazio. Zaino in spalla!

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