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Scarpe da trekking: guida per Scegliere il Paio Giusto per Ogni Avventura

Il trekking è un’attività che combina il relax della natura con l’attività fisica e la scelta delle scarpe giuste può fare la differenza tra un’esperienza indimenticabile e una piena di disagi. In questo articolo, esploreremo i diversi tipi di scarpe da trekking, dai robusti scarponi ai sandali leggeri, analizzando materiali, suole e caratteristiche specifiche per aiutarvi a fare la scelta migliore in base alla stagione, al terreno e al livello di esperienza. Scarpe da trekking: tipologie Esistono tantissimi tipi di scarpe da trekking, per praticità possiamo dividerle in: 1. Scarponi da Montagna Gli scarponi da montagna sono la scelta ideale per le escursioni più impegnative e i terreni sdrucciolevoli o ripidi. Offrono un supporto robusto alla caviglia e una protezione superiore. I materiali migliori per uno scarpone da montagna sono: Quali caratteristiche devono avere delle buone scarpe da trekking da montagna? Per cosa sono consigliati gli scarponi da montagna? Sono perfetti per terreni rocciosi, alpinismo, trekking a lungo raggio, sia nelle stagioni calde che con il freddo. Plus: potreste optare per un paio di scarponi da montagna a cui possono agganciarsi i ramponi per le escursioni invernali sulla neve. Quanto costano dei buoni scarponi da montagna? I prezzi possono variare molto in base ai materiali e al marchio, in generale è difficile trovare un buon paio a meno di € 160,00 – 180,00. 2. Scarponcini da trekking Meno rigidi dei classici scarponi da montagna, questi scarponcini offrono un buon equilibrio tra supporto e flessibilità. Materiali: Caratteristiche: Consigliati per: Trekking di media difficoltà, escursioni giornaliere estive o primaverili. Quanto costano gli scarponcini da trekking? All’incirca € 80 – 150, ma si possono trovare buoni prodotti anche a € 50. 3. Scarpe da Trail Running Progettate per i trail runner, ma perfette anche per gli escursionisti che preferiscono velocità e leggerezza. Materiali: Caratteristiche: Consigliati per: trail running, escursioni veloci, terreni meno tecnici, escursioni facili. Un buon paio di scarpe da trail running si trovano tra una fascia di € 150 – 300. 4. Sandali da Trekking Ideali per le escursioni estive e i guadi dei fiumi, offrono comfort e traspirabilità. Sono perfetti da portare nello zaino e usare come cambio per i momenti di pausa, di bivacco o nei tratti meno difficili dei sentieri. Materiali: Caratteristiche: Sono perfetti per le escursioni estive, camminate su sentieri facili o guadi. Molto utili anche per chi intraprende un cammino con tratte molto lunghe come la Via Francigena, si possono sostituire agli scarponi quando fa più caldo e il terreno lo permette, per far riposare e respirare il piede dopo molti km di cammino. Generalmente i sandali da trekking sono abbastanza economici, si possono trovare buonissimi sandali anche a € 20 ed in generale non si arriva mai a un prezzo maggiore di € 90. Scarpe da trekking: caratteristiche tecniche Suola La suola è una delle componenti più importanti delle scarpe da trekking. Le suole Vibram sono considerate tra le migliori per l’aderenza e la durabilità. Tasselli profondi e ben spaziati migliorano l’aderenza su terreni fangosi e rocciosi. Tessuti I materiali della tomaia variano dalla pelle pieno fiore, nota per la sua durabilità e resistenza all’acqua, ai tessuti sintetici che offrono leggerezza e traspirabilità. Le combinazioni di materiali offrono un equilibrio tra protezione e comfort. Forma e supporto Le scarpe alte offrono un migliore supporto alla caviglia, mentre le scarpe basse e i sandali permettono maggiore libertà di movimento. La forma della scarpa deve adattarsi alla conformazione del piede per prevenire vesciche e disagi. Materiali impermeabili e antiscivolo Le membrane impermeabili come Gore-Tex garantiscono piedi asciutti in condizioni umide. Le suole antiscivolo con gomma ad alta trazione migliorano la sicurezza su terreni scivolosi. Consigli per la scelta delle scarpe da trekking Stagione Terreno Budget Il prezzo delle scarpe da escursionismo varia notevolmente. Investire in un paio di scarpe di buona qualità può prevenire infortuni e garantire maggiore comfort e durabilità.

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Bagnoregio: un viaggio nel tempo tra storia, cultura e paesaggi mozzafiato

Situata nel cuore dell’Italia centrale, Bagnoregio è una piccola gemma del Lazio che incanta i visitatori con la sua storia millenaria, i suoi paesaggi spettacolari e la sua atmosfera unica. La storia di Bagnoregio Le origini antiche e l’epoca etrusca Le origini di Bagnoregio risalgono a oltre 2500 anni fa, quando gli Etruschi fondarono il primo insediamento su questa collina di tufo. La posizione strategica permetteva agli abitanti di avere una vista panoramica sulla valle circostante, garantendo protezione dagli invasori. Gli Etruschi svilupparono una fiorente civiltà, costruendo strade, templi e necropoli. Di questo periodo restano ancora tracce nelle antiche tombe scavate nel tufo. La dominazione romana Con l’arrivo dei Romani Bagnoregio continuò a prosperare. La città divenne un importante centro commerciale grazie alla sua posizione sulla via che collegava Roma all’Umbria. Durante questo periodo, Bagnoregio fu arricchita da nuove costruzioni, tra cui acquedotti e ville. L’epoca medievale e il suo declino Durante il Medioevo Bagnoregio fu un importante centro religioso e commerciale. Fu in questo periodo che venne edificata la maestosa Chiesa di San Donato, ancora oggi visibile nella piazza principale di Civita di Bagnoregio. Tuttavia, a partire dal XIII secolo, il borgo iniziò a subire i primi cedimenti strutturali a causa dell’erosione del tufo, che portarono a un progressivo abbandono della città. Curiosità e leggende San Bonaventura e il miracolo della guarigione Una delle figure più celebri legate a Bagnoregio è San Bonaventura, noto teologo e filosofo del XIII secolo. Secondo la leggenda, Bonaventura nacque a Civita di Bagnoregio e fu gravemente malato da bambino. La sua guarigione miracolosa sarebbe avvenuta grazie all’intercessione di San Francesco d’Assisi, che avrebbe benedetto il piccolo Bonaventura con queste parole: “O buona ventura!”, dando così origine al suo nome. La leggenda della porta magica Un’altra affascinante leggenda riguarda la Porta Santa Maria, l’ingresso principale di Civita di Bagnoregio. Si narra che questa porta sia stata costruita con pietre provenienti da un antico tempio pagano e che contenga un’energia speciale. Si dice che chiunque passi sotto quest’arco con una mente pura e un cuore sincero, riceva protezione e buona fortuna. Il fantasma della dama bianca Bagnoregio è anche teatro di racconti di fantasmi. Una delle leggende più popolari è quella della dama bianca, il fantasma di una giovane donna che si dice vaghi per le strade di Civita nelle notti di luna piena. Secondo la tradizione, la dama bianca sarebbe lo spirito di una nobildonna che morì tragicamente d’amore e che continua a cercare il suo amato tra le antiche case di pietra. La città che muore L’erosione del tufo su cui sorge Bagnoregio ha portato alla progressiva distruzione di intere sezioni della città, che oggi rischia di scomparire completamente. Questo fenomeno ha valso a Bagnoregio il soprannome di La città che muore. Nonostante ciò, il borgo è riuscito a sopravvivere grazie alla tenacia delle persone che se ne prendono cura e all’interesse crescente dei turisti che ogni anno visitano questo luogo unico. La rinascita del XXI secolo Negli ultimi anni, Bagnoregio ha conosciuto una nuova vita grazie al turismo. La bellezza incontaminata del borgo e il fascino delle sue leggende attirano visitatori da tutto il mondo. Le iniziative per preservare e valorizzare il patrimonio storico e culturale di Bagnoregio hanno portato a un rinnovato interesse per questo angolo del Lazio, che continua a incantare e stupire chiunque lo visiti. Cosa vedere a Bagnoregio Una visita a Bagnoregio è un viaggio nel tempo, alla scoperta di angoli pittoreschi e di scorci mozzafiato. Ecco alcune delle principali attrazioni: Cosa fare a Bagnoregio Oltre a visitare le sue attrazioni storiche, Bagnoregio offre numerose attività per i visitatori: Cosa visitare a due passi da Bagnoregio Vicino Bagnoregio ci sono numerose località da visitare per gli amanti della storia e della natura, come ad esempio: Consigli sulla sicurezza e abbigliamento Per godere al meglio della vostra visita a Bagnoregio, ecco alcuni consigli utili:

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Esplorando le gole del Farfa: un tuffo nella natura incontaminata del Lazio

Nascoste tra le verdi colline del Lazio, le Gole del Farfa sono un gioiello naturale che attende solo di essere scoperto dagli amanti dell’avventura e della bellezza selvaggia. Situate nella Valle del Farfa, queste gole offrono paesaggi mozzafiato, sentieri escursionistici emozionanti e una ricca biodiversità che lascerà senza fiato chiunque decida di esplorarle. Le Gole del Farfa Le Gole del Farfa sono scavate dal fiume Farfa, che si snoda tra le colline della Sabina tra Mompeo e Castelnuovo di farfa fino a incontrare il fiume Tevere. Questa zona è caratterizzata da gole profonde e strette, scogliere rocciose e boschi lussureggianti, creando un ambiente selvaggio e suggestivo che rappresenta un’oasi di natura incontaminata nel cuore del Lazio. Cosa vedrai lungo i sentieri? I sentieri che costeggiano le Gole del Farfa ti porteranno a scoprire paesaggi incantati, cosa vedrai passeggiando tra i sentieri? Cosa fare alle Gole del Farfa? Le Gole del Farfa offrono una vasta gamma di attività per chiunque desideri esplorare questa regione. Gli appassionati di trekking troveranno una rete di sentieri ben segnalati che si snodano lungo le gole, offrendo viste spettacolari e l’opportunità di scoprire angoli nascosti di bellezza naturale. Per coloro che amano l’avventura sull’acqua, il fiume Farfa offre la possibilità di praticare il kayak o il rafting, permettendo ai visitatori di scoprire le gole da una prospettiva completamente nuova. Per farlo, se sei alle prime armi, dovrai affidarti ad una guida o istruttore che ti accompagni in questi sport, che possono essere pericolosi per i non esperti. Preferisci una passeggiata più tranquilla per rilassarti in mezzo alla natura? Ci sono numerosi punti panoramici lungo le gole che offrono viste mozzafiato e la possibilità di osservare la ricca fauna e flora della regione. Storia e cultura Le Gole del Farfa sono anche ricche di storia e cultura. Nelle vicinanze si trova l’Abbazia di Farfa, un’imponente struttura medievale che domina la valle. Fondata nell’VIII secolo, l’abbazia è un importante centro spirituale e culturale e merita sicuramente una visita durante l’esplorazione delle gole. Consigli pratici Le Gole del Farfa sono accessibili da diversi punti, puoi optare per l’entrata da Mompeo o da Castelnuovo di Farfa. Il sentiero, sebbeno non particolarmente difficile, può risultare faticoso per via della sua lunghezza e per la difficioltà legata alla scivolosità di alcuni punti. Inoltre, a rendere il sentiero più complicato da affrontare c’è il buio, data la scarsità di luce che c’è nella valle, e l’umidità del fiume, i quali rendono il sentiero poco piacevole in inverno. Se non ti senti preparato fisicamente o mentalmente e non sei accompagnato da qualcuno che conosce bene la zona non avventurarti: il rischio di perdersi è sempre dietro l’angolo! Inoltre, prima di intraprendere un’avventura nelle Gole del Farfa, è importante essere ben preparati: Non sai cosa mettere nello zaino per le tue avventure outdoor? Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato proprio a questo: Cosa portare nello zaino per un giorno fuori porta? Ricorda di rispettare sempre l’ambiente naturale e segue le regole del parco per garantire la conservazione di questo prezioso ecosistema. Le Gole del Farfa sono una destinazione imperdibile per chiunque desideri esplorare la bellezza e la diversità della natura del Lazio. Con paesaggi mozzafiato, attività emozionanti e una ricca storia culturale, queste gole offrono un’esperienza indimenticabile per tutti gli amanti della natura e dell’avventura. Per saperne di più visita il sito dei Parchi Lazio: https://www.parchilazio.it/goledelfarfa

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Birdwatching nel Lazio: un’avventura tra piume e natura

Stanco della routine quotidiana? Vorresti immergerti in un mondo di ali vibranti, piume colorate e canti melodiosi? Il birdwatching potrebbe essere l’esperienza che state cercando. Cos’è il birdwatching? Il birdwatching va ben oltre l’osservazione passiva dell’avifauna. È un’attività che coinvolge tutti i sensi, dalla vista all’udito, portandovi a contatto con la bellezza selvaggia del mondo alato. Si tratta, più che di un semplice hobby, di uno stile di vita che stimola la curiosità, l’osservazione attenta e la consapevolezza ambientale. Ogni incontro con una specie diventa un’opportunità di apprendimento, contribuendo a costruire un legame più profondo con la natura. Attrezzature necessarie per il birdwatching Cosa bisogna portare con sé durante un’uscita di birdwatching? Consigli di sicurezza Come prepararsi Prima di uscire per una sessione di birdwatching puoi prepararsi informandoti sulle specie locali, così da non perdere nessun avvistamento e sapere cosa e dove cercare. Può essere d’aiuto, oltre che molto divertente, unirsi a gruppi locali e partecipare alle escursioni con esperti ti permetterà di imparare e condividere questo hobby con altri appassionati. Dove fare birdwatching nel Lazio? Il Lazio è ricco di luoghi perfetti per il birdwatching, questa regione, infatti, possiede tutti i tipi di paesaggio: dalla montagna, al mare, alla palude, al fiume, al lago, alla campagna… Qualche destinazione per il birdwatching nel Lazio e cosa è possibile avvistare: Questi sono solo pochissimi tra le numerose destinazioni naturali dove poter fare birdwatching nel Lazio, per scoprirle tutte visita il sito ufficiale di Parchi Lazio: https://www.parchilazio.it/ Periodi dell’anno per il birdwatching È un hobby da sperimentare tutto l’anno, ma è importante sapere che in ogni stagione si possono avvistare specie diverse in base ai periodi di nidificazione e migrazione. Spero che questo articolo ti abbia fatto venire voglia di rimboccarti le maniche, prendere il binocolo e prepararti a vivere un’esperienza che vi avvicinerà al cuore della bellezza selvaggia. Buon birdwatching!

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calze appese sul caminetto

6 gennaio 2024: 10 idee per un’Epifania insolita

L’Epifania sta per regalarci un’opportunità perfetta per allontanarci dalla routine quotidiana e immergerci in avventure insolite. Nel cuore del centro Italia ci sono tesori nascosti e attività fuori dall’ordinario pronte ad accogliervi. Stanchi del solito pranzo? Preparatevi a scoprire cosa fare in questa giornata speciale! Trekking sui Monti Lepini: Lasciatevi avvolgere dalla natura incontaminata dei Monti Lepini. Con sentieri che si snodano tra boschi e panorami mozzafiato, il trekking diventa un modo emozionante per connettersi con la bellezza naturale della regione. Ricordate di portare con voi una termos con del buon tè caldo per riscaldarvi durante la camminata! Una giornata sugli sci a Campo Felice: Se siete amanti della neve, perché non approfittare delle piste di Campo Felice per una giornata di sci? Godetevi la sensazione di scivolare sulla neve fresca e prendetevi una pausa nelle accoglienti baite per un pranzo montano. Un’esperienza che lascerà ricordi indelebili. Visita ad un santuario Francescano: In questo periodo dell’Epifania, concediamoci un’esperienza unica e profonda: l’esplorazione dei suggestivi conventi francescani in occasione degli 800 anni dal primo presepe vivente di Greccio. Lontani dal caos quotidiano, questi luoghi offrono la possibilità di immergersi nella spiritualità e nella storia francescana. Escursione ai Laghi di Nemi e Albano: Se siete amanti delle passeggiate panoramiche, dirigetevi verso i suggestivi Laghi di Nemi e Albano. Camminate intorno ai laghi per godere di viste spettacolari e, se la temperatura lo consente, potreste persino organizzare un picnic con una selezione di prodotti locali. Visita alle Cascate di Isola del Liri: Fate una breve escursione fino alle Cascate di Isola del Liri, un paradiso nascosto nel cuore della natura. Il suono rinfrescante dell’acqua e l’atmosfera tranquilla creano il contesto perfetto per una giornata rilassante in compagnia dei vostri cari. Una passeggiata a Bevagna: Bevagna è un incantevole borgo medievale situato nella regione dell’Umbria, nel cuore dell’Italia. Rinomata per il suo fascino autentico, Bevagna accoglie i visitatori con le sue piazze lastricate, le case in pietra e le antiche chiese. Famosa per le sue tradizioni enogastronomiche e le rievocazioni storiche, la cittadina offre un viaggio nel tempo, permettendo ai visitatori di immergersi nella ricca storia e nell’atmosfera unica di questo gioiello umbro. Silenzio e riflessione all’Eremo delle Carceri di Assisi: L’Eremo delle Carceri, situato nei boschi verdeggianti delle colline sopra Assisi, è un luogo di profonda spiritualità e tranquillità. Fondato da San Francesco d’Assisi nel XIII secolo, questo eremo offre ai visitatori un’esperienza mistica, permettendo loro di immergersi nella natura serena e di esplorare le piccole cappelle e le grotte dove il Santo trascorreva momenti di preghiera contemplativa. La vista panoramica sulla valle sottostante aggiunge un tocco magico a questo luogo sacro, rendendolo una tappa imperdibile per chi cerca pace e riflessione. Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato all’Eremo delle Carceri di Assisi, dove troverai tutte le informazioni e cosa ti aspetta: Eremo delle Carceri di Assisi: una passeggiata tra natura e spiritualità Trekking sulla neve al Monte Terminillo: Il Terminillo, noto come la “Montagna di Roma”, offre un’esperienza emozionante per gli amanti del trekking sulla neve. Con i suoi sentieri innevati e panorami mozzafiato, il Terminillo si trasforma in un paradiso invernale. Intraprendere un trekking attraverso questo scenario spettacolare regala la sensazione di essere immersi nella tranquillità della natura invernale, regalando un’esperienza unica di avventura e bellezza paesaggistica. Leggi l’articolo di Un Giorno Fuori Porta dedicato al Monte Termillo: Monte Terminillo una montagna da vivere tutto l’anno Un tuffo nella storia a Civita di Bagnoregio: Civita di Bagnoregio, conosciuta come “la città che muore”, è un gioiello incastonato tra le colline della Tuscia. La sua bellezza unica è evidente nella sua posizione isolata e nell’architettura medievale, con stradine in pietra e case affacciate su profonde gole. La vista mozzafiato e l’atmosfera di questo borgo, accessibile solo a piedi, lo rendono un luogo incantevole da visitare, offrendo un’esperienza unica nel suo genere nel cuore della campagna laziale. Una passeggiate alle Cascate delle Marmore: Le Cascate delle Marmore, situate nella verde regione dell’Umbria ma facilmente raggiungibili dal Lazio, offrono uno spettacolo naturale mozzafiato. Con un’altezza di 165 metri, sono tra le cascate più alte d’Europa. La loro bellezza e la possibilità di regolare il flusso d’acqua rendono questo luogo straordinario. Visitare le Cascate delle Marmore significa immergersi in una meraviglia naturale, godendo di panorami pittoreschi e di una sensazione avvolgente di pace e serenità.

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due uomini che fanno hiking in montagna sulla neve

Kit di primo soccorso: trekking estivo VS trekking invernale

Quando ci si avventura in escursioni o trekking, sia in estate che in inverno, è essenziale essere preparati per affrontare situazioni di emergenza. Uno degli elementi fondamentali da includere nello zaino è il kit di primo soccorso, che dovrebbe essere adeguato alle specifiche condizioni stagionali. In questo articolo, esploreremo cosa dovrebbe contenere un kit di primo soccorso per uno zaino da trekking e le differenze cruciali tra quello pensato per il trekking estivo e quello per il trekking invernale sulla neve. Kit di primo soccorso base: Indipendentemente che sia estate o inverno, che tu stia partendo per un trekking in alta montagna o in un sentierino di campagna, un kit di primo soccorso è indispensabile per un trekking sicuro. Vediamo la base da portare sempre nello zaino: 1. Bendaggi e medicazioni: Bende sterili Triangolo di tessuto Cerotti adesivi di varie dimensioni Garze Cerotti anti vesciche 2. Strumenti medici: Forbici con punte arrotondate Pinzette Guanti monouso Siringa senza ago 3. Antisettici: Soluzione disinfettante Alcol isopropilico Salviette disinfettanti 4. Farmaci: Analgesici/antidolorifici Antistaminici Compresse per la purificazione dell’acqua 5. Attrezzature supplementari: Termometro Coperta di emergenza Torcia elettrica con batterie di riserva Kit estivo: Durante le escursioni estive, la principale preoccupazione è legata al calore e al rischio di disidratazione, ma anche ad insetti che in estate vivono sui sentieri.  Pertanto, il kit di primo soccorso dovrebbe includere:  1. Protezione solare: Crema solare ad alto SPF Balsamo labbra con protezione solare Cappello a falda larga 2. Idratazione: Compresse effervescenti per la reidratazione Filtri per purificare l’acqua Bottiglia d’acqua supplementare 3. Riparazione da insetti: Repellente per insetti Pomata per alleviare punture di insetti Su questo articolo ti spiego meglio i pericoli del trekking estivo: Primavera-estate: precauzioni per i viaggiatori Kit invernale per trekking su neve: In ambiente invernale, la sfida principale è rappresentata dal freddo intenso e dalle condizioni atmosferiche avverse. Il kit di primo soccorso dovrebbe quindi includere: 1. Protezione dal freddo: Guanti e calze termiche di riserva Creme protettive contro il gelo Coperta termica più spessa 2. Attrezzature specifiche per la neve: Occhiali da neve o da sole a protezione UV Creme protettive per il viso contro il vento e il freddo Piccolo pala per la neve (utile in caso di emergenza) 3. Strumenti di orientamento: Bussola Mappa dettagliata della zona Dispositivo GPS Prepararsi adeguatamente con un kit di primo soccorso personalizzato per le condizioni climatiche è fondamentale per garantire la sicurezza durante le escursioni. Mantenere il kit aggiornato e adattato alle condizioni specifiche del trekking contribuirà a fronteggiare in modo efficace qualsiasi imprevisto.

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sentiero del terminilletto dalla vetta

Monte Terminilletto a Rieti: guida al trekking e consigli sull’abbigliamento

L’Italia è famosa per la sua ricca storia, la sua cultura e, naturalmente, per i suoi paesaggi mozzafiato. Tra le numerose destinazioni per gli amanti del trekking, il Monte Terminilletto, situato nella provincia di Rieti nel complesso dei Monti Reatini, offre un’esperienza unica, soprattutto durante i mesi invernali. Questa guida vi condurrà attraverso le meraviglie di questo gioiello montano e fornirà consigli preziosi su come godersi al meglio il trekking invernale. Sentiero per la vetta: Il Monte Terminilletto è alto 2104 metri e raggiungere la cima è abbastanza semplice: percorrendo il sentiero che parte da Piazzale di Campoforogna e camminando per un dislivello totale di circa 800 metri si può raggiunge la cima in circa 1 ora / 1 ora e mezza. Il livello di difficoltà è E: adatto a tutti purché in buon allenamento nella camminata in montagna. Il sentiero è segnato molto bene e non presenta particolari difficoltà né punti troppo esposti. In inverno è indispensabile però dotarsi di ramponi e bacchette da neve per salire perché i pendii innevati possono essere molto scivolosi e pericolosi. Inoltre, prima di salire verifica sempre le condizioni della neve: il pericolo valanghe è sempre dietro l’angolo. Abbigliamento adatto per il trekking Invernale: L’inverno porta con sé sfide uniche, ma con l’abbigliamento giusto, il trekking invernale può essere un’esperienza gratificante. Ecco alcuni consigli su come vestirsi adeguatamente: Attrezzatura essenziale: Consigli di sicurezza: Come arrivare al Monte Terminilletto da Rieti: Il Monte Terminilletto è facilmente accessibile da Rieti, una città situata nel cuore dell’Italia. Per raggiungere la zona di partenza dei sentieri, è possibile prendere un’auto o utilizzare i mezzi pubblici, come autobus o treni locali. Una delle opzioni più comuni è prendere un’autovettura lungo la SS4 (Salaria) in direzione di L’Aquila e svoltare poi sulla SP43 in direzione di Monte Terminillo. Da qui, seguire le indicazioni per la località sciistica di Terminillo. Il Monte Terminilletto durante l’inverno offre un’opportunità unica per esplorare la natura in un ambiente magico. Seguendo questi consigli e preparandosi adeguatamente, potrai goderti appieno la bellezza di questo gioiello montano e creare ricordi indimenticabili durante il trekking invernale.

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due persone che passeggiano su un sentiero in montagna

Vacanze in montagna d’estate: come scegliere l’abbigliamento giusto

Cosa si indossa in estate in montagna? Vediamolo insieme. Hai scelto di passare qualche giorno o tutte le tue vacanze estive in montagna ma è la prima volta che frequenti luoghi montani in estate e non sai cosa metterti? Te lo spiego in questo articolo 🙂 L’outfit per un giorno in montagna d’estate Per passare una giornata di trekking in montagna d’estate dovrei ragionare bene sul tuo outfit: le temperature e il clima in montagna cambiano molto di giorno in giorno e anche di ora in ora. Mentre la mattina e la sera le temperature possono essere veramente basse e tirare molto vento, durante le ore centrali della giornata il sole può scaldare molto e l’indice di raggi UV e le temperature essere altissimi. Come vestirsi allora? La risposta è semplice e banale: a strati 🙂 Vestirsi a strati è l’unica soluzione possibile quando l’escursione termica è estrema, come durante l’estate in montagna.  Outfit a strati Primo strato: maglia antisudore Il primo strato, ciò quello a contatto con la pelle, dovrebbe essere una maglia antisudore e traspirante, facile da asciugare quando si suda e che sia fatta di un tessuto che tenga freschi il più possibile.  In montagna, infatti, anche quando le temperature sono più basse, praticando attività fisica anche molto intensa si suda molto e, si sa, il sudore è il peggior nemico del montanaro: è importante tenersi all’asciutto per evitare che il sudore si freddi addosso alla pelle e torniate a valle con un raffreddore o con un brutto mal di schiena! Consiglio: porta con te nello zaino una maglia antisudore extra, quando arriverai in vetta o quando ti accorgerai di essere troppo sudato puoi cambiarla e lasciar asciugare la maglia bagnata attaccandola direttamente sullo zaino. in questo modo sarai sempre all’asciutto. Secondo strato: felpa leggera in pile o camicia tecnica Il secondo strato, ovvero quello di mezzo, dovrebbe essere una felpa leggera in pale o un camicia in tessuti tecnici, che siano traspiranti e leggeri. Questo strato si può omettere se le temperature sono alte: è importante non tenersi troppo al caldo per evitare il sudore. Se decidi di non indossarlo portalo comunque con te nello zaino: le temperature cambiano molto di ora in ora e all’improvviso, inoltre, la temperatura sarà molto più bassa in vetta per via anche del vento. Terzo strato: shell antivento ed impermeabile Il terzo strato, quello più esterno, è quello che richiede maggiore attenzione. È lo strato che fa la differenza tra inzupparsi e restare all’asciutto o sentire freddo per via del vento. Questo strato deve essere composto da uno shell antivento e impermeabile, ma anche leggero e possibilmente in tessuto traspirante e con delle aperture che permettano di far evaporare il sudore. Deve essere comodo, poco pesante e che permetta di muoversi bene e con facilità per poterlo indossare senza stress per tutto il percorso.   Altri indumenti Testa Ricorda di portare con te un cappello per il sole ed una bandana leggera che ti protegga dal sole e dal vento. Proteggi gli occhi con un paio di occhiali da sole categoria 3 di qualità. Non fa mai male avere con sé anche uno scaldacollo leggero: in caso di sudore può proteggere il collo dal vento. Non sai cosa portare nello zaino? Leggi il nostro articolo: Cosa portare nello zaino per un giorno fuori porta? Leggi ora Piedi I piedi meritano una sezione a parte. In generale, ricorda di indossare calzini da trekking alti e spessi per prevenire vesciche e non far stancare troppo il piede. Per le scarpe, dovrai scegliere in base al tipo di terreno dove camminerai: in generale saranno perfetti degli scarponi medio-alti o alti che proteggano le caviglie, possibilmente impermeabili e con una suola antiscivolo e che attutisca bene il piede. Una scarpa con tessuto Gore-Tex e suola in Vibram è ottima in questo caso!

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fiume tevere nel parco di nazzano tevere farfa

Nazzano Tevere-Farfa: trekking, birdwatching e relax

Un’oasi per rilassarsi godendosi una passeggiata lungo il fiume, quella di Nazzano Tevere-Farfa è la prima riserva naturale regionale d’Italia e si trova nella lista delle zone umide d’importanza internazionale. Si trova tra i comuni di i comuni di Nazzano, Torrita Tiberina e Montopoli di Sabina, tra Roma e Rieti. Questa riserva è di particolare interesse in ambito naturalistico ed è infatti protetta dalla Convenzione di Ramsar. Al suo interno nidificano diverse specie e l’avifauna, presente tutto l’anno, aumenta esponenzialmente durante i periodi migratori, qui infatti si fermano a nidificare o a riposare moltissime specie migratorie, anche molto rare, come l’airone rosso. Tra le specie più frequenti da avvistare ci sono l’airone bianco maggiore, l’airone cenerino, la garzetta, il germano reale, l’alzavola, il fischione, la folaga, la moretta, lo svasso, la gallinella d’acqua, il martin pescatore, il cormorano, il tarabuso, il cigno, e molte altre spicie di palude e lacustri. E si è più fortunati – e pazienti – si possono avvistare il cavaliere d’Italia, il falco pescatore e il falco di palude, la spatola e l’airone rosso.   Cosa fare nella riserva di Nazzano Tevere-Farfa? Trekking, corsa e camminata nordica Ami lo sport? Lungo il sentiero della riserva puoi correre, camminare o passeggiare godendoti la pace della natura che ti circonda. Mountain bike Se ti piace andare in bici il sentiero del Fiume è perfetto per divertirsi in mountain bike. Birdwatching La grande quantità di specie autoctone e migratorie presenti tutti l’anno nella riserva è il regno dei birdwatcher e di chiunque ama osservare specie selvatiche nel loro habitat naturale. Lungo il percorso si trovano anche delle casetta di avvistamento perfette per fermarsi ad osservare aironi, garzette, svassi e tutte le specie che vivono in questo luogo magico. Un giro sul battello Sapevi che nella Riserva di Nazzano Tevere-Farfa puoi fare un giro sul battello lungo il fiume. Un’esperienza divertente per tutta la famiglia! Fotografia naturalistica Il tuo hobby è la fotografia? Nella riserva troverai bellissimi scorci, paesaggi selvaggi, fiori, piante e fauna da fotografare tutto l’anno. Picnic Lungo il sentiero troverai dei tavoli con delle panche dove puoi fermarti a mangiare un panino oppure puoi mangiare qualcosa nel ristorante che si trova nella riserva e pranzare contornato dal canto degli uccelli e delle cicale. Previous image Next image Sai quali sono i pericoli da cui proteggersi in primavera/estate? Leggi il nostro articolo: Primavera estate: precauzioni per viaggiatori Leggi ora Come arrivare alla riserva di Nazzano Tevere-Farfa? Per arrivare alla riserva da Roma in auto puoi percorre la E35 fino a Fiano Romano, poi prendere la Diramazione Salaria SS4 ed uscire a Via Procoio, proseguire tutta la via e la successiva Strada Provinciale 20b fino a Meana. Uscire a destra seguendo il segnale della riserva. All’interno della riserva si trova anche un ampio parcheggio gratuito. Informazioni utili La riserva è aperta dall’alba al tramonto tutti i giorni.  Ricorda di rispettare sempre le norme e le regolamentazioni del parco. Per informazioni visita il sito: https://www.parchilazio.it/nazzanoteverefarfa Scopri il lazio Scopri tutti i nostri luoghi preferiti per un un giorno fuori porta nel Lazio. Zaino in spalla!

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hiking su un sentiero di montagna

Difficoltà dei sentieri: cosa significano le diverse sigle?

Se siete stati almeno una volta in montagna o avete fatto almeno una volta trekking vi sarete sicuramente imbattuti nelle sigle che identificano le difficoltà dei sentieri. Ma cosa significano?  Scopriamolo insieme. Sulle mappe, sui siti specializzati e sui cartelli e segnavia spesso si trovano delle sigle, lettere che identificano la difficoltà dei sentieri escursionistici. Queste sigle assegnate dal CAI (Club Alpino Italiano) indicato agli escursionisti la difficoltà del sentiero, il tipo di terreno e la preparazione atletica necessaria per affrontarlo, oltre alla presenza o meno di neve e quindi di difficoltà alpinistiche. Sigle CAI sentieri T – Turistico Sono sentieri facili su vie, sentieri e mulattiere segnalate da segnavia e cartelli, al di sotto dei 2000 metri. Per percorrerli è sufficiente un allenamento alla camminata e un minimo di orientamento e conoscenza del luogo dove ci troviamo. E – Escursionistico Questi sentieri sono di diverso tipo, su tutti i tipi di terreno, sia pianeggianti che su pendii non esposti o dove sono presenti attrezzature di protezione come cavi, scale, paletti che non hanno bisogno di attrezzature specifiche e tecniche per essere utilizzate, come corde, moschettoni, ecc. Sono sentieri sempre ben segnalati. Per percorrere questi sentieri è necessario essere allenati alla camminata e conoscere un po’ l’ambiente montano, oltre ad avere scarponi da trekking e vestiario adeguato. EE – Escursionista esperto I sentieri EE sono percorsi più difficili da percorrere, spesso su pendii scivolosi o su pietraie, con punti esposti non protetti. Sono segnalati ma è necessaria comunque più attenzione e preparazione fisica oltre che una buona conoscenza dell’ambiente montano. Sono necessarie le attrezzature da trekking come scarponi e vestiario adeguato. Per i passi esposti attrezzati come le vie ferrate semplici è necessario avere con sé un equipaggiamento di autoassicurazione come moschettoni, imbrago, corde, ecc. EEA – Escursionista esperto con attrezzature Sono sentieri attrezzati e vie ferrate dove è necessario avere con sé e saper utilizzare i dispositivi di autoassicurazione (corse, imbrago, moschettoni, discensori, dissipatori, ecc). Da non affrontare se non si è preparati fisicamente e psicologicamente, se si soffre di vertigini e se non si è in grado di utilizzare attrezzatura specifica. Attenzione: Queste sigle si riferiscono a sentieri NON alpinistici, privi di neve o al massimo con presenza di qualche nevaio non pericoloso. Per affrontare sentieri su neve o ghiaccio è necessaria l’esperienza e la preparazione alpinistica oltre che diverso tipo di attrezzatura.  Non metterti mai in cammino su un sentiero se non sei sicuro che la difficoltà faccia al tuo caso. Porta sempre con te l’attrezzatura necessaria e assicurati di avvertire qualcuno prima di partire. Porta sempre con te cartine e mappe, telefono, gps, acqua e viveri, kit di primo soccorso e di sopravvivenza. Non sai cosa portare nello zaino? Leggi il nostro articolo: Cosa portare nello zaino per un giorno fuori porta? Leggi ora I consigli per un giorno fuori porta Leggi tutti i nostri consigli per un giorno fuori porta. Consigli

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